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Alici al Pomodoro

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Ingredienti

Regolare le porzioni
800gr alici
300gr Polpa pomodoro
3 spicchi Aglio
1 ciuffetto Prezzemolo
30gr Pangrattato
7 cucchiai Olio Evo
qb Pepe
qb Sale

informazioni Nutrizionali

27,4g
Proteine
202k
Calorie
8,9g
Grassi
1,4g
Carboidrati
0,5g
Zuccheri

Alici al Pomodoro

Alici al Pomodoro

Caratteristiche:
  • Tradizionale

In una teglia unta di olio, allineare ordinatamente 1 primo strato di alici ricoprirle con l’aglio ed il prezzemolo tritati, salare poco, pepare ed irrorare il tutto con l’olio evo.
Fare un 2° strato di alici ricoprirle con l’aglio ed il prezzemolo tritati, salare poco, pepare, distribuire sopra la polpa di pomodoro, il pangrattato ed irrorare con l’olio evo rimasto.
Infornare a forno caldo 180°C per 20 minuti.

  • 40
  • Serves 4
  • Facile

Ingredienti

Direzione

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Alici al Pomodoro

Le Alici al Pomodoro si possono servire come antipasto gustoso e saporito o come un secondo piatto, ideali per un pranzo od una cena a base di pesce in famiglia o con amici.

Per le Alici al Pomodoro
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina,
le foglie di prezzemolo, tritarle finemente
e tenere da parte.

Pelare, tritare finemente l’aglio
e tenere da parte.

Eliminare la testa e la coda alle alici,
eviscerarle, togliere la lisca, aprirle,
lavarle sotto acqua corrente,
asciugarle con carta assorbente da cucina
e tenere da parte.

 

In una teglia unta di olio,
allineare ordinatamente 1 primo strato di alici
ricoprirle con l’aglio ed il prezzemolo tritati,
salare poco, pepare ed irrorare il tutto con l’olio evo.

Fare un 2° strato di alici
ricoprirle con l’aglio ed il prezzemolo tritati,
salare poco, pepare, distribuire sopra la polpa di pomodoro,
il pangrattato ed irrorare con l’olio evo rimasto.

Infornare a forno caldo 180°C per 20 minuti.

 

Servire in tavola direttamente su teglia di cottura
o ad ogni commensale su piatto individuale.

 

 

 

Nota

Le Alici al Pomodoro si possono accompagnare con patate al forno o fritte o con verdura fresca a piacere.

L’alice o acciuga (Engraulis encrasicolus (Linnaeus, 1758)) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Engraulidae di grande importanza economica. Acciuga deriva dal latino volgare apiua o apiuva per il classico aphyē, dal greco ἀφύη aphýē, nome di un piccolo pesce. Il termine alice, di area italiana meridionale, napoletana e siciliana (alici), deriva dal latino hallēx, allēx, alēc, hallēc o allēc, -ēcis, una salsa simile al garo, fatta con interiora fermentate di pesce, e a sua volta dal greco ἁλυκόν halykón, da confrontare con ἁλυκίς halykís (“salamoia”)

La specie è diffusa nell’Oceano Atlantico orientale, tra la Norvegia ed il Sud Africa. È presente e comune anche nei mari Mediterraneo, Nero e D’Azov. Alcuni esemplari sono stati catturati nel canale di Suez; si tratta quindi di una delle poche specie di pesci mediterranei che hanno intrapreso una migrazione verso il Mar Rosso in senso contrario a quello dei migranti lessepsiani. Si alimenta di giorno. Si nutre di zooplacton, le prede principali sono crostacei copepodi e stadi larvali di molluschi.

L’acciuga è una delle specie ittiche più importanti per le marinerie del mar Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico temperato caldo europeo. La sua cattura avviene con vari metodi (reti da strascico, reti da posta, ecc.), ma principalmente con un’apposita rete da circuizione nota come ciànciolo, in cui i banchi di acciughe e altri piccoli pesci pelagici vengono attratti da fonti luminose (lampàre). Nell’area mediterranea il bacino più produttivo risulta il mar Adriatico con l’80% dello sbarcato italiano. La misura minima per la commercializzazione nella UE è di 9 cm.

L’acciuga ha carni buone che vengono consumate sia fresche (ad esempio ripiene), sia conservate in svariati modi: sotto sale, sott’olio, come pasta d’acciughe, ecc. Le acciughe conservate entrano a loro volta in numerose ricette; ad esempio in Piemonte, dove in passato grazie alla conservazione sott’olio o sotto sale erano uno dei pochi pesci di mare tradizionalmente disponibili, oltre che alla base della bagna càuda sono utilizzate come antipasto sotto forma di acciughe al verde.

È oggetto, soprattutto nel mar Adriatico, di sovvrapesca. Si stima che la sola flotta di Chioggia in estate rigetti in mare tra le 6 e le 9 tonnellate al giorno di acciughe (e sardine) morte, per ogni coppia di navi, a causa del prezzo di mercato non remunerativo. Gli stock ittici si sono notevolmente ridotti nell’arco degli ultimi decenni.

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Chef Ricettiamo

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La mia collezione personale di ricette. Provale sono tutte state preparate e provate personalmente. Buon appetito :D

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