Ingredienti
- 200gr Miele
- 250gr Nocisgusciate
- 1/2 bicchiere Brandy
- 80gr Cioccolato fondente
- 250gr Farina 00Per la pasta frolla
- 150gr ZuccheroPer la pasta frolla
- 250gr BurroPer la pasta frolla
- 1 bustina VanillinaPer la pasta frolla
- 3 TuorliPer la pasta frolla
- 250gr MaizenaPer la pasta frolla
- 1 cuchiaio MielePer la pasta frolla
Direzione
Bonissima
La Bonissima è una antica specialità modenese prende il suo nome da una nobildonna detta la Bonissima. Un dolce golosissimo al cioccolato, preparato con pochi ingredienti e senza lievito.
La Bonissima ha la particolarità di rimanere bassa e umida.
Per la Bonissima disporre tutti gli ingredienti
dosati sul piano di lavoro.
Preparare la pasta frolla:
In una ciotola lavorare il burro a pomata
(schiacciato con spatola o cucchiaio)
poi lavorato a mano in modo da renderlo cremoso.
Unire lo zucchero al burro ed impastare.
Fare una fontana con la farina
e la maizena al centro si mette l’impasto di zucchero
e burro poi si uniscono vanillina o limone
ed i tuorli battuti .
Si miscela il tutto
e si forma un panetto che si lascia riposare 30 minuti,
avvolto in pellicola per alimenti in frigorifero.
(il panetto ricoperto con pellicola per alimenti
dura in frigorifero per 1 settimana).
Imburrare ed infarinare una teglia per crostate da 20cm di diametro
o foderarla con carta da forno sulla quale si depositerà un disco
ricavato da 2/3 di pasta frolla.
Polverizzare le noci nel mixer,
depositarle in una ciotola
e mescolarle con il brandy, il miele.
Stendere il composto ottenuto sulla pasta frolla.
Ricavare un altro disco dalla pasta frolla rimasta,
adagiarlo sulla farcia facendolo aderire bene ai bordi.
Infornare a forno caldo 180°C per 40 minuti.
Far raffreddare la crostata.
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria
e con una spatola rivestire completamente la torta.
Guarnire la torta con gherigli di noci sgusciate.
Servire in tavola su piatto di portata
o su alzatina per dolci.
Nota
Per le crostate di frutta fresca si mette il panetto
tolto dal frigorifero nella tortiera lo si tira allo spessore desiderato,
lo si buca con la forchetta, gli si deposita sopra un foglio di carta da forno
pieno di fagioli secchi (evitano che la frolla monti).
Per fare una torta si tira il panetto con il mattarello ad uno spessore di 5 mm.
Oppure si mette il panetto nella tortiera e si tira con le mani
fino ad ottenere lo spessore desiderato si buca con i rebbi di una forchetta
e si mette la confettura desiderata o la crema pasticcera.
A piacere tenere da parte un po’ di pasta per fare le strisce di decorazione
che andranno depositate sulla confettura e pressate con le punte dei rebbi della forchetta.
La crostata va infornata a forno caldo 180°C ventilato per 40 minuti.
Lasciare raffreddare e mettere la frutta fresca a piacere.
Si usa la farina 00 perché ha poco glutine.
La pasta frolla viene usata per crostate, torte, biscotti.
La Bonissima è una antica specialità modenese
prende il suo nome da una nobildonna detta la Bonissima.
E’ un dolce golosissimo al cioccolato,
preparato con pochi ingredienti e senza lievito.
Ha la particolarità di rimanere bassa e umida.
La Bonissima è una torta tipica della della tradizione emiliana
una delle migliori ricette di Natale della cucina dell’ Emilia Romagna,
golosa e ricca di gusto con noci e cioccolato fondente.
La Bonissima prende il nome
dalla statuetta posta all’angolo del Palazzo Comunale di Modena
ed è composta da due parti: una testa in marmo greco e un corpo in calcare cristallino.
Probabilmente la statua doveva rappresentare l’onestà nel commercio
(“Bonissima” da “Bona Esma” (Stima / Misura)
– dal nome del palazzo della “bona misura”),
tesi avvalorata dal fatto che in antico reggeva una bilancia
e posava su un basamento con incise le diverse unità di misura.
La statua ha preso dunque il nome dalla sua posizione e,
nel tempo, ha assunto la sua denominazione attuale diBonissima
(Bunéssma nel dialetto locale).
Nella città, la parola è ancora oggi sinonimo di persona curiosa,
pettegola e conosciuta da tutti,
proprio come la statuetta che dall’alto della sua posizione
nella piazza può vedere e controllare tutto quello che succede.
La leggenda più diffusa vuole che si trattasse di una ricca dama che,
in un periodo di carestia, aveva sfamato il popolo,
chiedendo aiuto agli altri notabili della città;
cessata la carestia avrebbe festeggiato con tutta la popolazione nel suo palazzo,
cacciando solo quanti non l’avevano aiutata nell’ opera buona.