Coratella di Agnello alla Toscana
La Coratella di Agnello alla Toscana è un secondo piatto rustico, saporito ed appetitoso, ottimo da gustare a pranzo od a cena con familiari ed amici.
Per la Coratella di Agnello alla Toscana
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
In una ciotola con acqua tiepida mettere a rinvenire i funghi secchi
per almeno 30 minuti, strizzarli, tagliarli a fettine e tenere da parte.
Passare la coratella sotto acqua fredda corrente
e lavare bene tutte le parti.
Eliminare, con un coltellino ben affilato, il grasso in eccesso,
i filamenti e gli eventuali grumi di sangue, asciugare ogni pezzo con carta assorbente da cucina,
tagliare a fettine ogni pezzo di coratella tenere separato ogni tipo di interiora e tenere da parte.
Sul piano di lavoro tritare il lardo e tenere da parte.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina,
le foglie di prezzemolo, tritarle e tenere da parte.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina,
le foglie di maggiorana, tritarle e tenere da parte
Pelare l’aglio e tenere da parte.
Pulire, lavare, tritare la cipolla
e tenere da parte.
Pelare, lavare, tritare la carota
e tenere da parte.
Lavare, pestare con la lama di un coltello la gamba di sedano,
tagliarla a pezzetti e tenere da parte.
In una padella antiaderente mettere a scaldare 3 cucchiai di olio evo.
Aggiungere il lardo tritato, la cipolla tritata,
il sedano, la carota tutti tritati
e far rosolare per 5 minuti a fiamma vivace.
Unire i funghi, l’aglio, il chiodo di garofano,
la passata di pomodoro, pepe,
sale e cuocere per 25 minuti a fiamma bassa,
mescolare di tanto in tanto.
In una padella antiaderente mettere a scaldare 3 cucchiai di olio evo.
Aggiungere prima le fettine di polmone,
le altre parti di interiora ma per ultimo il fegato,
mescolare bene e cuocere per 25 minuti a fiamma moderata.
Versare la salsa di pomodoro con i funghi preparata,
mescolare bene e far cuocere ancora per 10 minuti a fiamma bassa.
Togliere dal fuoco aggiungere il prezzemolo
e la maggiorana tritati e mescolare.
Servire in tavola
ad ogni commensale su piatto individuale.
Nota
Coratella è il termine che indica le interiora degli animali di piccola taglia come agnello, coniglio o pollame.
La Coratella sono gli organi interni degli animali come il fegato, i polmoni, i rognoni, la trachea, la milza e le animelle.
Coratella è il diminutivo di Corata, che indica le interiora degli animali di grossa taglia.
Alla Coratella di Agnello alla Toscana si può sostituire il lardo con il grasso di un buon prosciutto crudo toscano, detto “violino”.
La Coratella di Agnello alla Toscana si può accompagnare con verdure cotte con burro, sale e pepe a piacere.
L’agnello è l’esemplare della pecora con meno di un anno d’età. Nasce dopo un periodo di gestazione di circa cinque mesi, e dopo un parto che dura da una a tre ore. Di solito la pecora dà alla luce uno o due cuccioli per figliata. Nella storia dell’uomo, l’agnello ha assunto forti connotati simbolici e ha sempre rappresentato timidezza e mitezza. Nella religione cristiana viene spesso associato all’Agnus Dei (“Agnello di Dio”) e all’agnello Pasquale. Si tratta di un animale addomesticato in epoca antichissima, diffuso attualmente in ogni continente. Vive principalmente in greggi, per gestire i quali l’uomo si affida spesso a cani pastore.
Il nome pecora (in latino pecus “bestiame di piccolo taglio” passato poi a identificare un singolo animale) è riservato all’adulto femmina, il maschio della specie è chiamato montone (o anche ariete), mentre il piccolo è denominato agnello fino a un anno di età. Gli agnelli vengono allevati principalmente per la carne, solo una parte viene infatti allevata per essere destinata alla riproduzione. È tradizione diffusa in molte zone d’Italia mangiare carne d’agnello nel giorno di Pasqua, l’agnello è del resto l ‘animale sacrificale per eccellenza nelle culture che si affacciano sul Mediterraneo. La carne di pecora ha un sapore caratteristico, e dall’odore particolare, soprattutto se l’agnello è molto giovane e di media costituzione. Una delle regione dove è più utilizzata la carne di questa specie è l’Abruzzo, dove possiamo trovare la tradizionale pecora alla callara (o alla cottora) e i celeberrimi arrosticini anche se in realtà per preparare questi ultimi tradizionalmente veniva usato il cosiddetto “castrato”, ovvero il maschio che ha subito la castrazione. L’usanza di cucinare la carne di pecora è anche diffusa in un paese alle porte di Firenze, Campi Bisenzio qui viene preparata nella maggior parte dei casi in umido. In molte zone dell’Italia centrale l’agnello da latte, cioè con poco più di un mese di vita, da molti preferito per la carne tenera, è chiamato abbacchio.