Fagioli alla Sbiraglia
I Fagioli alla Sbiraglia sono un piatto unico gustoso e saporito ideale per un pranzo od una cena in famiglia o con amici.
Per i Fagioli alla Sbiraglia disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Sgranare i fagioli freschi, lavarli sotto acqua corrente e scolarli.
In una pentola con acqua fredda mettere a lessare i fagioli per 60 minuti a pentola coperta ed a fiamma bassa, mescolare di tanto in tanto.
Scolarli e tenere da parte in un piatto di portata.
Pulire, lavare, tritare la cipolla e tenere da parte.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, le foglie di salvia, tritarle e tenere da parte.
Pelare, tritare l’aglio e tenere da parte.
Sgocciolare i filetti di acciuga dall’olio di conservazione, tritarli e tenere da parte.
In un pentolino pieno di acqua bollente leggermente salata far rassodare 4 uova per 9 minuti dalla ripresa del bollore.
Farle raffreddare sotto acqua corrente, sgusciarle, tritarne 2 ed affettare le altre 2 e tenere da parte.
In una ciotola mettere la piccola cipolla tritata finemente, le acciughe tritate, la salvia tritata, l’aglio tritato, la senape, l’olio evo, l’aceto, pepe, sale e mescolare bene.
Distribuire la preparazione uniformemente sui fagioli messi sul piatto di portata, cospargerli con le uova sode tritate e decorare il piatto con le uova sode a fettine.
Servire in tavola direttamente su piatto di portata.
Nota
Il nome Sbiraglia lo si fa risalire agli sbirri austriaci che negli anni del Regno Lombardo-Veneto requisivano i generi alimentari nelle fattorie del Veneto e del Trentino, il piatto fa parte della tradizione culinaria veneta.
Il fagiolo (Phaseolus vulgaris ) è una pianta della famiglia delle Leguminose anche detta Fabaceae o Papilionaceae, originaria dell’America Centrale. Fu importato, a seguito della scoperta dell’America, in Europa dove esistevano unicamente fagioli di specie appartenenti al genere Vigna, di origine Subsahariana. I fagioli del genere Phaseolus si sono diffusi ovunque soppiantando il gruppo del mondo antico, in quanto si sono dimostrati più facili da coltivare e più redditizi (rispetto al Vigna la resa per ettaro è quasi doppia).
Il fagiolo viene coltivato per i semi, raccolti freschi (fagioli da sgranare) o secchi, oppure per l’intero legume da mangiare fresco (fagiolini, o cornetti). Le varietà a ciclo vegetativo più lungo, nelle regioni temperate sono seminate in primavera, quelle a ciclo più breve in estate. Nel caso dei fagioli rampicanti è necessaria la collocazione di sostegni. I semi di fagiolo crudi ed anche i frutti acerbi sono spesso causa di avvelenamenti nei bambini, poiché i fagioli vengono da essi riconosciuti come alimento. Solo tramite una lunga cottura viene distrutta la proteina velenosa (fasina).
Varietà tipiche italiane:
Fagiolo tianese o fagiolo di Tiana. Prodotto agroalimentare tradizionale della Regione Sardegna. -Borlotto nano di Levada, Prodotto agroalimentare tradizionale – Fagiolino Meraviglia di Venezia Prodotto agroalimentare tradizionale – Fagiolo bianco di Pigna – Fagiolo della regina Gorga – Fagiolo di Atina – Fagiolo di Caria – Fagiolo di Mandia, inserito tra i prodotti tradizionali del Cilento della Regione Campania, sono coltivati sui terreni di Mandia di Ascea nel Parco Nazionale del Cilento. – Fagiolo di Controne Prodotto Agroalimentare Tradizionale – Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese IGP – Fagiolo di Negruccio di Biella -Fagiolo di Saluggia Prodotto agroalimentare tradizionale -Fagiolo di Sarconi IGP -Fagiolo di Sorana IGP -Fagiolo Gialèt Prodotto agroalimentare tradizionale -Fagiolo Scalda Prodotto agroalimentare tradizionale – Fagiolo Tondino di Villaricca (NA) – Fagiolo Zolfino – Fasola Posenata di Posina (var. fagiolo di Spagna) Prodotto agroalimentare tradizionale – Fasou de’ Brebbie (Fagiolo di Brebbia) – Fagiolo a pisello del Turano