Faraona alla Creta

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Faraona alla Creta

La Faraona alla Creta è un secondo piatto saporito ed appetitoso, ottimo da gustare a pranzo od a cena con familiari ed amici.

Per la Faraona alla Creta
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Togliere il burro dal frigorifero
e lasciare a temperatura ambiente.

 

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina:

  • le foglie di salvia, tritarle e tenere da parte
  • le foglie di timo, tritarle e tenere da parte
  • gli aghi di rosmarino, tritarli e tenere da parte.

Sul piano di lavoro tritare il ginepro e tenere da parte.

Sul piano di lavoro impastare la creta con un po’ di acqua e tenere da parte.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, la faraona già pulita.

Salare e pepare esternamente ed internamente la faraona, legarla con spago per alimenti.

Sul piano di lavoro stendere un foglio di carta gialla, quella in uso dai macellai, sopra stendere un foglio di carta da forno in egual misura.

Ricoprire la carta da forno con le fette di prosciutto crudo, cospargerle con il burro a fiacchetti e spolverizzare con i triti di salvia, rosmarino, ginepro, timo, pepe e sale.

Mettere al centro del cartoccio la faraona legata, avvolgerla bene nelle 2 carte in modo da non lasciare spazi scoperti.

Con la creta modellare tutto intorno il cartoccio contenente la faraona.

Infornare la faraona alla creta in forno caldo a 250°C per 150 minuti.

Sfornare e depositare la preparazione su di un piatto di portata.

 

Servire in tavola
su piatto di portata preparato.

 

Rompere la creta, svolgere le carte che ricoprono la faraona,
tagliarla a pezzi e servire ai commensali.

 

 

 

Nota

La Faraona alla Creta è un secondo piatto della tradizione culinaria Piacentina, molto scenografico, che si usa consumare nelle festività di Ferragosto e per la festa patronale.

La faraona mitrata, più nota popolarmente come gallina faraona, anche faraona comune, gallina di Numidia o gallina di Faraone (Numida meleagris è un uccello galliforme della famiglia dei Numididi, diffuso allo stato selvatico soprattutto nell’Africa settentrionale. È l’unica specie del genere Numida. Per la prelibatezza delle sue carni, è stato importato in Europa, Medio Oriente e nelle Americhe, dove è stato introdotto sia come animale da allevamento, sia, in misura minore, come selvaggina.

Le singole specie si adattano a quasi tutti gli ambienti, sia in Africa sia nei paesi in cui sono ospiti, e si incontrano sia nelle foreste sia nelle praterie, sia nelle steppe nelle boscaglie come nelle zone semidesertiche.

Le faraone addomesticate hanno abitudini alimentari praticamente identiche al pollo. Per ottenere una migliore qualità delle carni, tuttavia, è preferibile che siano libere di pascolare in ampi spazi erbosi. Pur essendo prevalentemente monogame, nell’allevamento familiare è frequente trovare gruppi di 5-6 femmine governate da un solo maschio, il che rende la conduzione dell’allevamento ancora più simile al pollaio di galline; tuttavia una grande differenza si riscontra nella deposizione delle uova: contrariamente alle galline, infatti, le femmine di faraona non sono solite deporre in un nido comune costruito ad arte, ma scelgono siti di nidificazione solitari sul terreno, comportamento simile alle femmine di fagiano. Questa differenza comportamentale rende più difficile la raccolta delle uova per scopo alimentare o per l’incubazione. Le razze più comuni per l’allevamento da carne di questo volatile sono la grigia e la paonata o violetta. In entrambe queste razze, il maschio è mediamente più piccolo e leggero della femmina (la differenza è circa mezzo chilogrammo). Le uova di faraona sono piccole se confrontate a quelle di gallina, tuttavia contengono una quantità tripla di vitamina A

La gallina faraona può essere cotta al forno con le patate e insaporita con spezie, come alloro, salvia, aglio, menta, pepe, rosmarino, scalogno, coriandolo, ginepro, timo o con aromi esotici come curry, zenzero e pimento. In Toscana è solito cucinare la faraona in casseruola con conserva di pomodoro ed olive nere. Un’altra variante della cucina toscana è la faraona al forno con l’aggiunta di finocchio selvatico e nepetella e un pizzico di rosmarino selvatico.

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