Ingredienti
- 800gr Lonza di maialea fettine sottili
- 200gr castagneprecotte
- 1 cespo Radicchio trevigiano
- 1 Cipolle rosse
- 1 costa Sedano
- 1 Melagolden piccola
- 20gr Farina 00
- 1/2 bicchiere Vino bianco secco
- 3 cucchiai Olio Evo
- qb Sale
Direzione
Fettine di Lonza con Castagne
Le Fettine di Lonza con Castagne sono un secondo piatto saporito ed appetitoso, ottimo da gustare a pranzo od a cena con familiari ed amici.
Per le Fettine di Lonza con Castagne disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
In un piatto fondo mettere la farina e tenere da parte.
Pulire, lavare, tritare la cipolla e tenere da parte.
Sul piano di lavoro, con un coltello ben affilato, tritare le castagne e tenere da parte.
Lavare il sedano, pestarlo con la lama di un coltello, tritarlo e tenere da parte.
Mettere le foglie di insalata nella centrifuga per verdure, lavarle cambiando almeno 3 volte l’acqua di lavatura, azionare la centrifuga per asciugarle, tritarle grossolanamente e tenere da parte.
Sul piano di lavoro, con un coltello ben affilato, pelare la mela, tagliarla a cubetti e tenere da parte.
Lavare le fettine di lonza di maiale, asciugarle con carta assorbente da cucina batterle leggermente con il pesta-carne per rompere le fibre, passarle nella farina e tenere da parte.
In una padella antiaderente capiente mettere a scaldare l’olio evo.
Aggiungere la cipolla tritata e far appassire mescolando.
Unire il radicchio tritato grossolanamente e far appassire mescolando.
Togliere il radicchio e cipolla dalla padella, versarle in una ciotola e tenere da parte.
Nella stessa padella antiaderente capiente mettere a scaldare 1 cucchiaio di olio evo.
Aggiungere le fettine di lonza infarinate e rosolarle da ambo le parti per 3 minuti.
Unire il radicchio, il sedano, la mela a dadini, le castagne tritate, farle insaporire mescolando a fiamma moderata per 5 minuti.
Versare il vino bianco secco e far evaporare.
Disporre le fettine di lonza con tutto il loro condimento su di un piatto di portata
Servire in tavola su piatto di portata.
Nota
Le Fettine di Lonza con Castagne non necessitano di contorno.
Il maiale (Sus scrofa domesticus), chiamato anche suino o porco, è un suide addomesticato appartenente ai mammiferi dell’ordine artidattili suiformi. Il maschio fertile si chiama verro, la femmina scrofa e i cuccioli lattonzoli; questi ultimi, in particolare, a loro volta si definiscono verretti se maschi o scrofette se femmine.
Si tratta di uno tra gli animali da macello più diffusi e più utilizzati dall’uomo, anche in ragione dell’ampia gamma di sottoprodotti derivati, che vanno da articolatissime specifiche lavorazioni delle sue carni allo sfruttamento delle setole (da qui il detto “del maiale non si butta via niente”). Il maiale domestico appartiene alla stessa specie del cinghiale e può riprodursi con esso.
Il termine maiale deriva dal latino majalem (“porco castrato”), così chiamato poiché era spesso utilizzato come sacrificio a Maia, madre di Mercurio.
L’allevamento del maiale pare antichissimo, e raffigurazioni di suoi presumibili progenitori sono anche nei graffiti della grotta di Altamira (ca. 40.000 a.C.). Intorno al 5.000 a.C. si suppone che sia avvenuta la domesticazione, in Cina, e tracce di poco più recenti se ne hanno anche in Mesopotamia.
Il maiale è sempre stato di vitale importanza nel sistema alimentare dell’uomo e la sua copiosa produzione lo ha reso di generale popolarità. Molte delle caratteristiche morfologiche o comportamentali del maiale sono anzi entrate nella fraseologia comune presso quasi tutte le culture (per lo più in senso spregiativo o offensivo, sino alla blasfemia).
Le caratteristiche nutrizionali della carne di maiale, ricca di grassi, sono forse all’origine di taluni precetti di alcune religioni (particolarmente di alcune originate in aree calde del Pianeta) che vietano di cibarsene o ne limitano l’assunzione.
L’utilizzo del maiale in cucina è sempre stato il principale e spesso unico scopo del suo allevamento. La sua carne viene utilizzata in svariati modi culinari, cotta con tecniche simili a quelle della carne bovina, oppure utilizzata per farne salumi di vario genere o per utilizzarne il solo grasso, a seconda del taglio. Si usano in cucina anche alcune frattaglie, fra cui il cervello, il fegato, il sangue (come, ad esempio, nel migliaccio pistoiese) e addirittura i piedi. Le varie forme culinarie di utilizzo possono variare da paese a paese e, all’interno dello stesso, da regione a regione. Nemmeno il grasso distribuito nella parte interna del maiale viene sprecato: si tratta della sugna, che viene fusa e poi utilizzata in vari modi, tra i quali la ricopertura della parte magra del prosciutto nella fase di stagionatura di quest’ultimo. In Italia la cottura delle carni avviene quasi sempre in padella o sulla griglia, mediante frittura o a fuoco lento nella preparazione di arrosti e brasati. Nei paesi nordici quali Germania e Austria parti delle carni di maiale idonee vengono anche servite bollite.