Filetto di Manzo con l’aceto balsamico alla Luciano
Il Filetto di Manzo con l’aceto balsamico alla Luciano è un secondo piatto molto raffinato e gustoso che delizierà i commensali con il suo sapore. Si può servire con patatine tonde morbide e dorate.
E’ un secondo piatto di carne della cucina tradizionale italiana
una gustosa ricetta di sicuro successo da gustare in pranzi e cene di ricorrenze importanti.
Per il Filetto di Manzo con l’aceto balsamico alla Luciano
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina,
il rametto di rosmarino, tritare gli aghi e tenere da parte.
In una padella antiaderente,
scaldare 2 cucchiai di olio evo e rosolare il filetto in tutte le sue parti.
A doratura effettuata cospargere il filetto con sale, pepe e rosmarino tritato.
Metterlo in una teglia da forno con il bicchiere di brodo vegetale
(vedi nota) e 2 cucchiai di aceto balsamico.
Infornare a forno caldo a 220°C per 15 minuti.
Abbassare la temperatura del forno a 200°C e cuocere per altri 15 minuti.
Sfornare ed avvolgere il filetto in carta di alluminio
per alimenti e lasciar riposare per 10 minuti.
Mettere, in padella, il fondo di cottura della teglia da forno,
staccando le eventuali parti caramellate rimaste attaccate,
diluire il tutto con 3 cucchiai di brodo vegetale.
Aggiungere, a piacere, lo spicchio di aglio e far dorare.
Togliere l’aglio ed aggiungere 1 cucchiaio di aceto balsamico, far addensare.
Mettere 1 filo di olio evo e qualche goccia di aceto balsamico
e frustare il composto per farlo montare leggermente.
Su di un tagliere,
affettare la carne e cospargere ogni fetta con il sugo ottenuto.
Servire in tavola ad ogni commensale su piatto individuale
Nota
Il Filetto di manzo con l’aceto balsamico alla Luciano
è un secondo piatto molto raffinato e gustoso
che delizierà i commensali con il suo sapore.
Si può servire con patatine tonde morbide e dorate,
viene sfumato con l’aceto balsamico che gli conferisce un sapore particolare
ed un’ aroma leggermente agrodolce.
E’ un secondo piatto di carne della cucina tradizionale italiana
una gustosa ricetta di sicuro successo da gustare in pranzi e cene di ricorrenze importanti.
Dado Vegetale fatto in Casa
Ingredienti:
- 250gr sale grosso
- 300gr carote
- 200gr sedano
- 2 cipolle grandi (o 1 cipolla+ ½ porro)
- 2 spicchi d’aglio
- 10 foglie di salvia
- 1 rametto rosmarino
- 1 mazzetto prezzemolo
- 4 vasetti Bormioli da 250gr
Ricoprire col sale grosso il fondo di una pentola in acciaio a fondo spesso
e disporre sopra le verdure mondate,
lavate e tagliate a pezzi non troppo piccoli e gli aromi.
Mettere il coperchio e cuocere a fiamma bassa per 1 ora.
Cotte le verdure, frullarle, con minipimer ad immersione,
con tutto il liquido che avranno rilasciato ed il sale non ancora sciolto.
A questo punto si possono intraprendere 2 vie:
una
prevede la trasformazione del composto in “dado granulare”
l’altra
detta ”fase umida” prevede che dopo aver frullato tutto si invasi,
si chiudano ermeticamente i vasetti e si capovolgano per fare il sottovuoto.
I vasetti si possono mettere in frigorifero o in luogo fresco ed asciutto,
durano più di un anno.
Le dosi di riferimento sono:
- 1 cucchiaino equivale ad 1 dado industriale.
Con il dado preparato può essere utilizzato per tutte le preparazioni
in cui è richiesto l’uso di dado o brodo vegetale.
Aceto balsamico Tradizionale
Esistono solo due DOP che certificano la produzione dell’aceto balsamico
secondo la procedura definita come tradizionale,
cioè la tradizione produttiva delle famiglie più ricche e aristocratiche del territorio tipico.
La produzione inizia con la riduzione e concentrazione mediante cottura del mosto
di uve locali (Lambrusco e Trebbiano).
Il mosto cotto viene quindi fermentato,
acetificato ed invecchiato in batterie di botti di legno per un periodo minimo di 12 anni,
durante i quali il prodotto si concentra ulteriormente in modo naturale,
e al termine del quale inizia a rendere una quantità annuale di prodotto
pari a 2/3 litri (sui 35-40 litri di prodotto fresco che ogni anno vengono rincalzati in una batteria media).
Prelevato dalle botti più piccole,
il prodotto deve essere assaggiato ed approvato da una commissione di assaggiatori esperti,
prima di poter essere imbottigliato presso il centro autorizzato nella bottiglietta tipica da 100 ml.
Solo allora il prodotto potrà essere denominato “Aceto Balsamico Tradizionale”
di Modena o Reggio Emilia DOP.
Ogni bottiglietta reca un sigillo numerato,
e riporta sia l’etichetta legale del centro d’imbottigliamento autorizzato sia l’etichetta del produttore.
Le due differenti DOP si distinguono per la forma delle bottigliette
in cui il prodotto è venduto (entrambe comunque di 100 ml).
Il “tradizionale” che supera i 25 anni di invecchiamento
e un punteggio minimo da parte della commissione d’assaggio,
sia modenese che reggiano, può essere venduto con la dicitura extra-vecchio,
accompagnata da una capsula od un bollino di color oro.
Il “tradizionale” di Reggio Emilia, inferiore ai 25 anni,
viene ulteriormente distinto in “bollino aragosta” e “bollino argento”,
a seconda del punteggio ottenuto dal prodotto in fase d’assaggio.