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Frittata alla Piemontese

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Ingredienti

Regolare le porzioni
6 Uova
2 cucchiai Olio Evo
30gr Burro
1 ciuffetto Prezzemolo
80gr Tonno sotto olio
4 Filetti di acciuga sotto olio
1 spicchio Aglio
qb Noce moscata
qb Pepe
qb Sale

informazioni Nutrizionali

11g
Proteine
151k
Calorie
16g
Grassi
1,1g
Carboidrati
0,5g
Zuccheri

Frittata alla Piemontese

Frittata alla Piemontese

Caratteristiche:
  • Tradizionale

In una ciotola sfregare l’aglio al suo interno, sbattere le uova, con il prezzemolo tritato, sale, pepe e noce moscata.
Aggiungere il tonno a dadini, le acciughe tritate e mescolare bene.
In una padella antiaderente larga mettere a scaldare 2 cucchiai di olio evo ed il burro.
Versare le uova sbattute e fare una frittata normale, girare la frittata aiutandosi con un coperchio, a meno che non si usi la padella apposita per frittata, e quando è pronta rovesciare la frittata su di un piatto di portata caldo.

  • 25
  • Serves 6
  • Facile

Ingredienti

Direzione

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Frittata alla Piemontese

La Frittata alla Piemontese è un secondo piatto particolare e sfizioso, ideale per un pranzo od una cena con familiari ed amici.

 

Per la Frittata alla Piemontese disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, le foglie di prezzemolo, tritarle e tenere da parte.

Pelare l’aglio e tenere da parte.

Sgocciolare il tonno, tagliarlo a dadini piccoli e tenere da parte.

Sgocciolare le acciughe tritarle e tenere da parte.

In una ciotola sfregare l’aglio al suo interno, sbattere le uova, con il prezzemolo tritato, sale, pepe e noce moscata.

Aggiungere il tonno a dadini, le acciughe tritate e mescolare bene.

In una padella antiaderente larga mettere a scaldare 2 cucchiai di olio evo ed il burro.

Versare le uova sbattute e fare una frittata normale, girare la frittata aiutandosi con un coperchio, a meno che non si usi la padella apposita per frittata, e quando è pronta rovesciare la frittata su di un piatto di portata caldo.

Servire in tavola calda su piatto di portata.

Nota
La Frittata Ripiena si può accompagnare con patatine fritte o con verdura fresca a piacere.

Thunnus South, 1845 è un genere della famiglia Scombridae che raggruppa otto specie di grandi pesci pelagici predatori, conosciuti comunemente come tonni.

Già gli antichi praticavano su larga scala la pesca del tonno, soprattutto a Gibilterra e nell’Ellesponto, in Sicilia lungo le coste del trapanese. La tecnica di pesca variava a seconda del luogo e della stagione. La specie pescata era soprattutto il tonno

La maggior parte della flotta tonniera utilizza le reti di circuizione; si usano anche i palamiti che, senza misure di mitigazione, causano la morte di migliaia di tartarughe, uccelli marini e squali. Questo sistema di pesca ha colpito anche gli stock del tonno pinna gialla. Il tonnetto striato, che oggi è la specie più utilizzata per il consumo alimentare al mondo, è pescato a canna, più ecosostenibile.

Le varie parti del tonno (ventresca, filetti, bottarga, mosciame, lattume, cuore, buzzonaglia) vengono utilizzate per la preparazione di piatti che ne prevedono l’uso crudo, come nel sushi o nel sashimi, e cotto. Viene anche conservato sott’olio o al naturale (in acqua salata), generalmente confezionato in scatolette metalliche o vasetti di vetro.

Normalmente in Italia il tonno maggiormente commercializzato è il tonno pinna gialla (yellowfin), la specie oceanica più diffusa e per questo di prezzo in genere più basso, mentre il tonno rosso (bluefin), tipico del Mediterraneo, è in via di estinzione. In Spagna è utilizzato anche il tonno alalunga. Da alcuni anni il più diffuso al mondo per l’inscatolamento sott’olio è il tonnetto striato.

Il consumo di tonno contaminato da batteri senza alterazioni organolettiche può dare origine alla cosiddetta sindrome sgombroide (HFP, histamine fish poisoning), una reazione gastro-enterica con sintomi simil-allergici che insorgono da dieci minuti a qualche ora dall’ingestione (in media dopo novanta minuti), riconducibili all’istamina (una sostanza che stimola l’infiammazione) in esso contenuta. I sintomi si risolvono spontaneamente nell’arco di qualche ora, ma possono durare fino a 48 ore. Raramente si hanno quadri sintomatici gravi.

Insieme ad altri predatori in testa alla catena alimentare, come pescespada e verdesca, è uno dei pesci con i più alti livelli di mercurio. I tempi di digestione medi sono tra le cinque e sei ore per il tonno sott’olio crudo.

Numerose regioni italiane hanno inserito nel proprio elenco di prodotti agroalimentari tradizionali il tonno o parti di esso:

Liguria: tonno sott’olio, tonnina. Toscana: tonnina, filetto di tonno.

Sicilia: bottarga, uovo di tonno, tonno di tonnara, buzzonaglia, Ficazza, o “sosizzune”, tonno in agrodolce, cuore, cuore di tonno, figatello, lattume

musciame di tonno, filetto di tonno, tonno affumicato, tonno sott’olio, ventre di tonno, tunnina, polmonello. Calabria:bottarga di tonno, tonno sott’olio, pesantono sott’olio, pisantuni sutt’ogghiu. Sardegna. belu, trippa di tonno

bottarga di tonno, bottariga di tonno, butariga de tonnu, butarga de tonnu, butarla de scampirru, cuore, cuore di tonno, figatello, lattume musciame di tonno, filetto di tonno, tonno affumicato, tonno sott’olio

tunninia. Piemonte: Antipasto piemontese.

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Chef Ricettiamo

Chef Ricettiamo

La mia collezione personale di ricette. Provale sono tutte state preparate e provate personalmente. Buon appetito :D

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