Gamberoni al Cognac

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Gamberoni al Cognac

I Gamberoni al Cognac sono un secondo piatto gustoso e saporito ideale per iniziare un pranzo od una cena, a base di pesce, in famiglia o con amici.

Per i Gamberoni al Cognac disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Spremere il limone nello spremiagrumi e tenere il succo da parte.

Pulire, lavare, tritare finemente la cipolla e tenere da parte.

In un piatto fondo mettere la farina e tenere da parte.

Pelare le patate, lavarle, tagliarle a fiammifero, filetti sottili di patate usando la mandolina e tenere da parte.

Sciacquare bene i gamberoni ed asciugarli con carta assorbente da cucina.

I crostacei devono essere sciacquati a lungo con acqua fredda, affinché vengano eliminate le possibili sostanze che vengono utilizzate per la loro conservazione.

Lavare i gamberoni con acqua e aceto e lasciarli a bagno per qualche minuto. Questa procedura si può utilizzare sia per i crostacei surgelati sia per quelli freschi in quanto toglie i residui di ammoniaca che viene usata per il mantenimento del crostaceo.
Queste accortezze sono sufficienti come misure igieniche.

Incidere la corazza dei gamberoni con un coltello ben affilato.

Togliere la corazza, la coda ed il filino nero sul dorso.

Risciacquare ancora sotto acqua corrente trasferire i gamberoni su di un panno asciutto a scolare.

In una ciotola capiente mettere i gamberoni, 6 cucchiai di olio evo, ¾ del bicchiere di cognac, il succo di limone, 1 pizzico di sale, 4 macinate di pepe e far marinare per almeno 1 ora.

In un pentolino pieno di acqua bollente leggermente salata far rassodare 4 uova per 9 minuti dalla ripresa del bollore.

Farle raffreddare sotto acqua corrente, sgusciarle, eliminare gli albumi e metterle i tuorli in una ciotola.

Schiacciare i tuorli con una forchetta fino a ridurli a poltiglia, versare a filo il rimanente olio evo e mescolare bene con un cucchiaio al silicone.

Aggiungere la senape, il rimanente cognac, la cipolla tritata, 1 pizzico di sale e mescolare bene e mettere in salsiera.

Scolare i gamberoni dal liquido della marinatura ed infarinarli.

In una padella antiaderente mettere a scaldare 350cl di olio di arachidi.

Adagiare almeno 4 gamberoni per volta nell’olio bollente e friggerli in ogni loro parte, girandoli ogni tanto fino a doratura completa.

Prelevarli dalla padella con un mestolo forato e disporli su carta assorbente da cucina per far rilasciare l’olio in eccesso.

In una altra padella antiaderente mettere a scaldare 150cl di olio di arachidi.

Aggiungere le patate tagliate a fiammifero e friggerle in ogni loro parte, girandole ogni tanto fino a doratura completa.

Prelevarli dalla padella con un mestolo forato e disporli su carta assorbente da cucina per far rilasciare l’olio in eccesso.

Su di un piatto di portata tondo disporre al centro la patatine a fiammifero e sopra ed intorno i gamberoni.

Servire in tavola direttamente sul piatto di portata con la salsiera a parte ad uso dei commensali.

 

 

 

Nota

I Gamberoni al Cognac non necessitano di contorno.

Il nome volgare“gambero” identifica varie specie di crostacei acquatici appartenenti all’ordine dei Decapodi  e marginalmente agli ordini degli Euphausiacea (Krill), degli Stomatopoda (cannocchie), dei  Mysida e degli Amphipoda.

Il termine generico “gambero” viene utilizzato per indicare sia le specie marine sia quelle d’acqua dolce (p.es. famiglia Astacidae).

Il corpo dei gamberi è suddiviso in tre parti: capo, torace e addome.

Il capo presenta l’antenna, l’antennula, due mascelle e una mandibola.

Nel torace sono presenti cinque appendici ambulacrali più tre paia di appendici modificate a massillipedi. Tre paia di questi, muniti di chele, sono utilizzati per il nutrimento. Infine nell’addome sono presenti sei paia di appendici che non hanno funzione ambulacrale, ma rappresentano invece appendici atte al movimento dell’acqua in avanti. In questo modo l’acqua viene spinta in avanti e fatta filtrare nelle branchie che si trovano su una parte delle appendici biramose del torace.

Conducono un’esistenza prevalentemente notturna.

Cacciano con l’ausilio delle appendici frontali (le chele) e individuano la preda grazie alle antenne che percepiscono le vibrazioni e forniscono un’identificazione della preda.

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