Ingredienti
- 200gr Garanellio Maltagliati
- 50gr cavialeBeluga
- 150gr Panna
- qb Sale
- qb PepeBianco
Direzione
Garganelli con Caviale Beluga
I Garganelli con Caviale Beluga sono un primo piatto molto delicato, elegante e raffinato.
Il caviale deve essere trattato con molta cura affinché non alteri il suo sapore,
andrebbe servito usando posate di osso o madreperla.
I Garganelli con Caviale Beluga sono un primo piatto gustoso e raffinato
da proporre nelle occasioni familiari speciali.
Per i Garganelli con Caviale Beluga disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
In una pentola con abbondante acqua bollente salata,
cuocere i garganelli e scolarli al dente.
Mettere la panna in una padella antiaderente e portarla ad ebollizione,
aggiustare di sale e pepe.
Aggiungere i garganelli cotti al dente e farli saltare per alcuni secondi.
Togliere dal fuoco,
aggiungere il caviale, salare di nuovo.
Suddividere in piatti individuali caldi.
Nota
Il caviale è un alimento che si ottiene attraverso la lavorazione
e la salatura delle uova di storione, pesci della famiglia Acipenseridae.
Il caviale granulare ha una consistenza cremosa ed è formato da piccoli grani morbidi,
di gusto delicato. Sebbene esistano circa una trentina di specie di storioni
e il caviale sia stato ottenuto a partire da uova estratte da molte specie diverse
e in varie zone del mondo,
tre tipi di caviale sono maggiormente noti in quanto sono stati costantemente
presenti nei mercati internazionali e sono:
il caviale Beluga,
l’Ossietra
ed il Sevruga.
Vivono nell’area più produttiva del mondo di caviale ossia quella
del Mar Caspio negli stati dell’Azerbaigian,
Iran, Russia, Kazakistan e Turkmenistan.
I garganelli ( “garganéi” oppure “macaró ruzlé” in dialetto romagnolo)
sono un formato di pasta all’uovo rigata tipica della tradizione culinaria romagnola.
Si ottengono arrotolando una piccola losanga di pasta sfoglia intorno ad un bastoncino
che viene pressato su di un pettine da tessitura o su di un rigagnocchi.
Esistono diverse leggende sulla nascita del garganello,
che sarebbe stato inventato dai cuochi di Caterina Sforza,
moglie di Girolamo Riario, signore di Imola e Forlì nella seconda metà del XV secolo.
Un’altra versione racconta che nel 1725 una “razdora” (cuoca o donna che si occupa della cucina)
del cardinale Cornelio Bentivoglio di Aragona, stava preparando il pranzo per molti invitati
e mentre stava tirando la sfoglia con il mattarello (s-ciadur),
si accorse che qualche animale si era mangiato il ripieno dei cappelletti.
Allora le venne in mente un’idea:
staccare un pettine dal telaio di casa e, con l’aiuto di una sottile canna
(generalmente usata per accendere il fuoco), arrotolò sopra i quadretti di pasta.
I garganelli vennero poi cotti nel brodo di cappone che era pronto per cuocere i cappelletti,
e servì i commensali, con grande successo.
I condimenti più usati per i garganelli sono:
il prosciutto cotto a dadini con i pisellini e abbondante parmigiano,
oppure con un buon ragù all’emiliana arricchito con della salsiccia,
oppure preparati al forno, pasticciati, con il burro, con il sugo di tartufi e funghi.
Passi
1 Fatto | GarganelliI garganelli ( “garganéi" oppure "macaró ruzlé" in dialetto romagnolo) Si ottengono arrotolando una piccola losanga di pasta sfoglia intorno ad un bastoncino |