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Lasagne al Pesto e Ricotta

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Ingredienti

Regolare le porzioni
Per pasta
600gr Farina 00
6 Uova
1 cucchiaio Olio Evo
qb Sale
Per Ripieno
750gr Ricotta
30gr Parmigiano Reggiano
300gr Mozzarella
Per il Pesto
2 ciuffi Basilico
1/2 bicchiere Olio Evo
30gr Pecorino
30gr Parmigiano Reggiano
30gr Pinoli
1 cucchiaino Sale

informazioni Nutrizionali

14g
Proteine
352k
Calorie
3g
Grassi
68g
Carboidrati
0,5g
Zuccheri

Lasagne al Pesto e Ricotta

Lasagne al Pesto e Ricotta

Caratteristiche:
  • Tradizionale

Ottenuti i fogli di pasta sottile con un coltello ben affilato o con un tagliapasta ricavare dei rettangoli da 10x15 cm, disporli sul piano di lavoro ed utilizzarli per mettere in teglia per fare le lasagne.
Stenderle sulla spianatoia o su di un canovaccio pulito in attesa di cuocerle.
Mettere sul fondo di una teglia da forno, meglio se di ceramica, unta di olio un po’ di ripieno e stenderlo su tutta la superficie.
Posare sopra le lasagne a ricoprire tutta la superficie, distribuire il ripieno, i dadini di mozzarella e così via per 4 strati, sull’ultimo strato spolverizzare con il parmigiano.
Infornare a forno caldo a 180°C per 25 minuti.

  • 55
  • Serves 6
  • Facile

Ingredienti

  • Per pasta

  • Per Ripieno

  • Per il Pesto

Direzione

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Lasagne al Pesto e Ricotta

Le Lasagne al Pesto e Ricotta sono un ottimo primo piatto delicato e saporito da gustare nelle festività ed in tutte le occasioni importanti di famiglia.

Per le Lasagne al Pesto e Ricotta
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Lavare sotto acqua corrente le foglie di basilico
e tenere da parte.

Sul piano di lavoro tagliare a dadini la mozzarella
e tenere da parte.

 

Preparare il pesto senza aglio:

Mettere nel bicchiere del frullatore:

l’olio evo, il parmigiano, il pecorino, il sale ed i pinoli,
(aglio) azionare velocemente.

Alla fine aggiungere il basilico frullando velocemente
(non farlo scaldare).

Se si vuole il pesto con l’aglio aggiungere 2 spicchi di aglio
nel bicchiere del frullatore.
(Vedi nota)

 

Preparazione del ripieno:

in una ciotola capiente mettere la ricotta, il pesto preparato,
frustare per amalgamare bene il tutto al fine di ottenere un composto omogeneo e liscio,
se fosse troppo denso aggiungere ½ bicchiere di acqua bollente,
frustare nuovamente il ripieno deve risultare fluido e tenere da parte.

 

 

Preparazione della pasta all’uovo:

Setacciare con cura la farina sulla spianatoia, formare la fontana,
mettere al centro le uova, l’olio evo e un pizzico di sale.

Sbattere con una forchetta di legno le uova.

Incorporare la farina con la punta delle dita, partendo dai bordi della fontana.

Lavorare con le mani il composto per 15-20 minuti,
amalgamando bene gli ingredienti e avendo cura di cospargere di tanto in tanto la spianatoia
con un poco di farina.

Aggiungere, se fosse il caso, acqua calda.

Continuare in questo modo fino ad ottenere un impasto sodo e omogeneo,
quando nella pasta iniziano a vedersi delle bollicine,
raccoglierla formando una palla.

Lasciarla riposare in una ciotola per 30 minuti.

Altro modo:
mettere gli ingredienti nella impastatrice con gancio
o con l’impastatore a fruste ritorte
e lavorarli fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo,
aggiungere acqua calda alla bisogna, velocità 4 per 10 minuti,
eventualmente terminare la lavorazione a mano.

Lasciarla riposare in una ciotola per 30 minuti.

Tirare la sfoglia a mano, con il mattarello,
o con la macchinetta a manovella o elettrica.
(Ampia o Imperia)

Nel primo caso la sfoglia va lavorata ancora con le mani per alcuni minuti
e poi appiattita con il mattarello allargandola fino a formare
un grande disco di spessore sottile ed omogeneo.

Si lascia riposare per 10 minuti coperta da un telo.

Con la macchina per tirare la pasta Ampia o Imperia

Passare l’impasto 10 volte    sul     N°       1

“              “   1      “        “       “         3

“              “   1      “        “       “         5 o 6

Ottenuti i fogli di pasta sottile con un coltello ben affilato
o con un tagliapasta ricavare dei rettangoli da 10×15 cm,
disporli sul piano di lavoro ed utilizzarli per mettere in teglia per fare le lasagne.

Stenderle sulla spianatoia o su di un canovaccio pulito in attesa di cuocerle.

Mettere sul fondo di una teglia da forno, meglio se di ceramica,
unta di olio un po’ di ripieno e stenderlo su tutta la superficie.

Posare sopra le lasagne a ricoprire tutta la superficie, distribuire il ripieno,
i dadini di mozzarella e così via per 4 strati,
sull’ultimo strato spolverizzare con il parmigiano.

Infornare a forno caldo a 180°C per 25 minuti.

Servire in tavola direttamente nella teglia di ceramica
o ad ogni commensale su piatto individuale.

 

Guarda i video Dettagli sulla cottura delle lasagne al pesto

 

lasagne al pesto

 

lasagne al pesto cotte

 

lasagne al pesto croccanti

 

 

 

 

 

 

Nota

Consigli per il pesto:
Tenere il contenitore in cui si frullano gli ingredienti immerso nel ghiaccio o nel freezer per 45 minuti ciò evita l’ossidazione del pesto, così rimane verde brillante.

Per il pesto con l’aglio, sbollentare 3 volte l’aglio nel latte, tagliare a metà e togliere l’anima (il centro), così trattato è più digeribile.

Non fare mai saltare in padella la pasta con il pesto.

Il pesto sprigiona la sua fragranza con il calore della pasta appena scolata.

Le paste più indicate da gustare con il pesto sono:

Trofie fresche cotte con fagiolini e tocchetti lessi di patate.

Orzo e farro lessati serviti a freddo con pomodorini a tocchetti conditi con aglio, olio e basilico.

Le Lasagne al Pesto e Ricotta sono un primo piatto insolito ma molto gustoso e delicato, un modo diverso per gustare le Lasagne, infatti non c’è la besciamella.

Le Lasagne al Pesto e Ricotta se si acquistano le lasagne ed il pesto di ottima qualità già pronti sono un primo piatto veloce da preparare e di buon effetto sui commensali.

Il Basilico Genovese è un tipo di coltivazione del Basilico Ocimum basilicum e il nome di un prodotto ortofrutticolo italiano a Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.).

Il basilico è un’erba annuale della famiglia delle Labiate.

La zona di origine della specie è quella dell’India e dell’Asia tropicale, dove veniva coltivata come pianta ornamentale e per le sue proprietà curative Si tratta di una pianta originaria dell’India, già conosciuta dagli antichi egizi che la consideravano sacra, era apprezzata anche dagli antichi romani, compare nei testi di Plinio il Vecchio. Grazie a queste proprietà curative, distanti dall’impiego alimentare, il basilico è stato introdotto dai Romani nel Mediterraneo e, a partire dal XIX secolo, la coltivazione si sviluppa nell’area agricola di Genova.

Il Basilico Genovese è un prodotto coltivato esclusivamente sul versante tirrenico della Liguria secondo un disciplinare che prevede la coltivazione tradizionale su terra naturale; non è quindi una cultivar, infatti si definisce “Basilico Genovese” solo quello certificato che rappresenta un tipo di coltivazione del basilico tradizionale della Liguria. Il Basilico Genovese si distingue per le foglie più piccole, dalla forma ovale e convessa, e il colore verde tenue. Il profumo è più delicato e privo della fragranza di menta.

Il Basilico Genovese è frutto dell’unione di due fattori: il territorio, inteso anche come vero e proprio terreno dove viene coltivato, e le tecniche di coltivazione via via sviluppate dagli agricoltori liguri nell’arco della storia.

Sebbene l’indicazione D.O.P. si riferisca alla coltura praticata in tutta la Liguria, il Basilico Genovese viene principalmente coltivato nel quartiere genovese di Pra’.

Rinomato per la sua qualità è particolarmente indicato per la preparazione del classico Pesto, il condimento tipico della cucina ligure adatto a confezionare uno svariato numero di piatti asciutti, tartine e focaccette.

La semina può essere effettuata durante tutto l’anno, pur concentrandosi prevalentemente nel periodo primaverile. Si semina manualmente a una profondità di mezzo centimetro, in siepi appositamente predisposte (denominate tacche) lunghe circa 140 cm. La coltivazione annuale avviene in pieno campo all’aperto ed è maggiormente utilizzata dalle aziende alimentari per la trasformazione.

La coltivazione di serra è una tipicità ligure e garantisce commercio e possibilità di consumo del basilico fresco per tutto l’anno.

La semina in serra avviene durante tutto l’anno. Il terreno di semina viene reso soffice grazie a una lavorazione meccanica e disinfettato con vapore acqueo, per ridurre la presenza delle malattie nel terreno e limitare così l’uso dei prodotti chimici.

Il Consorzio di Tutela Basilico Genovese D.O.P. viene riconosciuto nel 2008 dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Vi aderiscono quasi tutti i produttori di basilico della Liguria. Il consorzio svolge la sua azione a favore del prodotto destinato al consumo fresco e a quello destinato alla trasformazione.

La DOP garantisce il rispetto delle regole di produzione e la qualità del prodotto in tutte le sue fasi, dalla coltivazione al consumo e soprattutto riserva l’uso del nome Basilico Genovese al solo prodotto che dimostra, certificandola, l’origine dal territorio.

Il 4 giugno 2006 è stato ufficialmente inaugurato il “Parco del basilico di Pra'” allestito nella villa Lomellini-Doria-Podestà, ristrutturata dall’amministrazione provinciale di Genova ed utilizzata dal Centro per l’Impiego del Ponente. La villa è limitrofa alle grandi e moderne serre attigue al casello autostradale di Genova Pra’.

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Chef Ricettiamo

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La mia collezione personale di ricette. Provale sono tutte state preparate e provate personalmente. Buon appetito :D

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