Lupini Ferraresi

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Lupini Ferraresi

I Lupini Ferraresi sono una specialità tipica della tradizione culinaria dell’Emilia Romagna e più precisamente di Ferrara infatti sono i dolci tipici del Carnevale ferrarese.

Per i Lupini Ferraresi
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Togliere il burro dal frigorifero
e lasciarlo a temperatura ambiente.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina,
il limone, grattugiarlo e tenere la scorza da parte.

In una ciotola capiente rompere le uova, aggiungere la farina,
lo zucchero, il burro, la scorza grattugiata del limone e mescolare bene
con lo sbattitore elettrico al fine di ottenere un composto liscio ed omogeneo.

Formare, con il composto ottenuto, delle bisce della grossezza di un dito mignolo.

Tagliare dei pezzetti di impasto della lunghezza di 1,5cm
e con i palmi delle mani formare delle palline della grandezza di una nocciola
(lupini) e tenere da parte.

In una padella antiaderente capiente
mettere a scaldare l’olio di arachidi.

Gettare nell’olio bollente pochi lupini per volta a friggere,
rigirarli 1 volta in modo che dorino bene e diventino leggere e soffici.

Con un mestolo forato togliere dalla padella i lupini
e depositarli su carta assorbente da cucina per far rilasciare l’olio in eccesso.

Depositarle, poi su di un piatto da portata caldo
e spolverizzarle con lo zucchero a velo.

 

Servire in tavola su piatto di portata.

 

 

Nota
Il limone (Citrus limon) è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rutaceae. Il nome comune limone si può riferire tanto alla pianta quanto al suo frutto.

Secondo alcuni studi genetici, il limone è un antico ibrido, probabilmente tra il pomelo ed il cedro, ma da secoli è una specie autonoma, la quale si riproduce per innesto e talea. Il limone è un albero che raggiunge dai 3 ai 6 metri di altezza. I germogli e i petali sono bianchi e violetti.  La fioritura primaverile produce i frutti migliori, la cui raccolta dura poi tutto l’inverno, da Novembre ad Aprile o Maggio. La seconda fioritura, a volte forzata nelle piantagioni commerciali, avviene in Agosto e Settembre, i frutti si possono raccogliere da maggio in poi, subito dopo quelli invernali. In condizioni favorevoli, un albero adulto può dare da 600 a 800 frutti all’anno. In media, la buccia del limone può raggiungere il 40% del peso complessivo, un altro 3% è rappresentato dai semi. Pur trattandosi di una media il dato fa capire che il frutto non viene coltivato solo per il succo. Dalla buccia, molto apprezzata per la produzione di canditi si estraggono anche essenze e pectina. Dai semi si estrae l’olio e gli avanzi si impiegano nell’alimentazione animale.

Con la buccia del limone si produce un liquore, il Limoncello, nato in Campania e diffuso in tutto il mondo. La parte del frutto più comunemente utilizzata è il succo che rappresenta fino al 50% del suo peso, contiene 50-80 grammi/litro di acido citrico, che conferisce il tipico sapore aspro e diversi altri acidi organici tra cui l’acido malico, l’acido ascorbico o Vitamina C 0,5 g/l). Il succo pastorizzato si mantiene senza conservanti per almeno un anno e viene usato come ingrediente di vari alimenti e bevande. Il succo concentrato viene invece sottoposto ad ulteriore lavorazione e consumato nell’industria conserviera. Dal succo del limone si produce la limonata, una bevanda a base di succo di limone, acqua e zucchero.

L’elevata concentrazione di vitamina C contenuta nel limone rende questo frutto di notevole importanza per la tutela della salute. Inoltre, l’alto contenuto di vitamina C nel limone è utile per combattere i sintomi dell’influenza.

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