Nasello alla Ligure
Il Nasello alla Ligure è un secondo piatto gustoso e saporito, da proporre in un pranzo o cena con familiari ed amici.
Per il Nasello alla Ligure disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Lavare i naselli, eviscerarli, togliere le teste, le pinne, le lische, tagliarli a pezzi, asciugarli con carta assorbente da cucina, infarinarli in ogni loro parte e tenere da parte.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, le foglie di prezzemolo, tritarle e tenere da parte.
Pelare, l’aglio e tenere da parte.
In una padella antiaderente a bordo alto mettere a scaldare l’olio evo.
Aggiungere i pezzi dei naselli e farli friggere in ogni loro parte, a doratura toglierli dalla padella con un mestolo forato e depositarli su carta assorbente da cucina per far rilasciare l’olio in eccesso, salarli e tenere da parte al caldo.
Nella padella di frittura aggiungere l’aglio, il prezzemolo, la farina, mescolare bene, unire ½ bicchiere di acqua calda salata, mescolare bene e far cuocere per 5 minuti a fiamma moderata.
Far raffreddare, aggiungere il tuorlo, l’aceto e mescolare molto bene al fine di ottenere una salsa liscia ed omogenea come una maionese.
Mettere i pezzi di nasello su di un piatto di portata, versare sopra la salsa preparata su ogni pezzo di nasello.
Servire il Nasello alla Ligure in tavola su piatto di portata o ad ogni commensale su piatto individuale.
Nota
Il Nasello alla Ligure si accompagna con foglie di insalata ed acciughe.
Il nasello è un pesce d’acqua salata appartenente alla famiglia delle Merluciidae. Il nome nasce nel termine medievale Maris Lucius, “luccio di mare”, per la sua somiglianza con il luccio. Questa specie si trova nel Mar mediterraneo, nel sud del Mar Nero e nell’Oceano Atlantico orientale tra l’ Islanda e la Mauritania. Predilige i fondali di tipo sabbioso o melmoso a profondità comprese tra i 30 ed i 370 metri. I giovani tendono ad essere più costieri e gli adulti possono essere rinvenuti fino a 1000 metri. Si presenta con un corpo allungato e slanciato, i denti prominenti sono distribuiti sulle due mascelle: quella inferiore è più lunga di quella superiore. La bocca, profondamente incisa e rettilinea, armata di forti denti, ricorda quella del Luccio. Le pinne dorsali sono due, la prima alta e stretta, la seconda allungata, con una profonda intaccatura centrale. La pinna anale è simmetrica alla seconda dorsale, e ha la stessa forma. Può raggiungere grosse dimensioni: 140 cm di lunghezza per un peso di 15 kg. Le forme giovanili si nutrono prevalentemente di crostacei, mentre all’avvicinarsi dell’età adulta sembrano cambiare dieta rivolgendosi dapprima a pesci di taglia piccola, per dedicarsi infine esclusivamente a cefalopodi e pesci di una certa dimensione nell’età adulta. Gli adulti sono cannibali e predano spesso giovani della loro specie. Si riproduce in inverno fino all’inizio della primavera. Predatore notturno, di giorno passa il tempo sul fondo. È una specie di grandissima importanza per le marinerie mediterranee ed europee. Viene pescato sia con reti a strascico che con palamiti. Le carni sono delicate e molto digeribili, consumate spesso lesse. Prima che l’Unione Europea ne vietasse la cattura, i piccoli esemplari erano impiegati per la caratteristica frittura di paranza.