Piedini di Maiale alla Griglia

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Piedini di Maiale alla Griglia

I Piedini di Maiale alla Griglia è un secondo piatto saporito ed appetitoso, ottimo da gustare a pranzo od a cena con familiari ed amici.

Per i Piedini di Maiale alla Griglia disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.

Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, la foglia di alloro e tenere da parte.

In un piatto fondo mettere il pangrattato e tenere da parte.

Pelare lo scalogno, lavarlo, tagliarlo a metà e tenere da parte.

Pelare la carota, lavarla tagliarlo a metà e tenere da parte.

Lavare, la costa di sedano, scolarla, tagliare testa e fondo, tagliarla a metà e tenere da parte.

In un pentolino mettere a fondere 50gr di burro a fiamma bassa e tenere da parte.

Raschiare i piedini di maiale, fiammeggiarli sul fuoco del gas, lavarli, asciugarli con carta assorbente da cucina, togliere il grasso, dividerli a metà nel senso della lunghezza.

Mettere i piedini in una pentola, coprirli con acqua fredda e portare all’ebollizione.

Schiumare con un mestolo forato, aggiungere lo scalogno, la carota, il sedano, l’alloro, salare e cuocere fino a quando la carne si staccherà facilmente dalle ossa.

Scolarli e far raffreddare.

Cospargerli con 20gr di burro.

Passarli nel pangrattato e cospargerli con il burro fuso.

Disporli allineati su di una griglia di barbecue o su di una padella di ghisa ben calda e portarli a doratura rigirandoli di tanto in tanto.

Disporli ordinatamente su di un piatto di portata.

Servire in tavola direttamente su piatto di portata.

Nota

I Piedini di Maiale alla Griglia si possono servire con un contorno di purea di patate o verdura fresca di stagione.

Il maiale (Sus scrofa domesticus), chiamato anche suino o porco, è un suide addomesticato appartenente ai mammiferi dell’ordine artidattili suiformi. Il maschio fertile si chiama verro, la femmina scrofa e i cuccioli lattonzoli; questi ultimi, in particolare, a loro volta si definiscono verretti se maschi o scrofette se femmine.

Si tratta di uno tra gli animali da macello più diffusi e più utilizzati dall’uomo, anche in ragione dell’ampia gamma di sottoprodotti derivati, che vanno da articolatissime specifiche lavorazioni delle sue carni allo sfruttamento delle setole (da qui il detto “del maiale non si butta via niente”). Il maiale domestico appartiene alla stessa specie del cinghiale e può riprodursi con esso.

Il termine maiale deriva dal latino majalem (“porco castrato”), così chiamato poiché era spesso utilizzato come sacrificio a Maia, madre di Mercurio.

L’allevamento del maiale pare antichissimo, e raffigurazioni di suoi presumibili progenitori sono anche nei graffiti della grotta di Altamira (ca. 40.000 a.C.). Intorno al 5.000 a.C. si suppone che sia avvenuta la domesticazione, in Cina, e tracce di poco più recenti se ne hanno anche in Mesopotamia.

Il maiale è sempre stato di vitale importanza nel sistema alimentare dell’uomo e la sua copiosa produzione lo ha reso di generale popolarità. Molte delle caratteristiche morfologiche o comportamentali del maiale sono anzi entrate nella fraseologia comune presso quasi tutte le culture (per lo più in senso spregiativo o offensivo, sino alla blasfemia).

Le caratteristiche nutrizionali della carne di maiale, ricca di grassi, sono forse all’origine di taluni precetti di alcune religioni (particolarmente di alcune originate in aree calde del Pianeta) che vietano di cibarsene o ne limitano l’assunzione.

L’utilizzo del maiale in cucina è sempre stato il principale e spesso unico scopo del suo allevamento. La sua carne viene utilizzata in svariati modi culinari, cotta con tecniche simili a quelle della carne bovina, oppure utilizzata per farne salumi di vario genere o per utilizzarne il solo grasso, a seconda del taglio. Si usano in cucina anche alcune frattaglie, fra cui il cervello, il fegato, il sangue (come, ad esempio, nel migliaccio pistoiese) e addirittura i piedi. Le varie forme culinarie di utilizzo possono variare da paese a paese e, all’interno dello stesso, da regione a regione. Nemmeno il grasso distribuito nella parte interna del maiale viene sprecato: si tratta della sugna, che viene fusa e poi utilizzata in vari modi, tra i quali la ricopertura della parte magra del prosciutto nella fase di stagionatura di quest’ultimo. In Italia la cottura delle carni avviene quasi sempre in padella o sulla griglia, mediante frittura o a fuoco lento nella preparazione di arrosti e brasati. Nei paesi nordici quali Germania e Austria parti delle carni di maiale idonee vengono anche servite bollite.

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Piedini di Maiale alla Griglia