Ingredienti
- 350gr Riso Carnaroli
- 1 pollo
- 1 Cipolle rosse
- 1,5 litri Brodo vegetale
- 50gr Pancettaa dadini
- 1 cucchiaio Olio Evo
- 1 bicchiere Vino bianco secco
- 350gr Polpa pomodoro
- 1 noce Burro
- 60gr Grana Parmigiano Reggiano
- qb Pepe
- qb Sale
Direzione
Risotto alla Sbirraglia
Il Risotto alla Sbirraglia è gustoso e saporito è ideale da consumare per pranzi e cene con familiari ed amici, piace a tutti grandi e piccini, lo si può considerare come piatto unico.
Per il Risotto alla Sbirraglia
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina,
il pollo, disossarlo,
dividendolo a metà poi in quarti e con un coltello ben affilato
togliere la carne dalle ossa,
tagliare tutta la carne ricavata a cubetti,
non gettare le ossa e tenere da parte.
Pulire, lavare, tritare la cipolla e tenere da parte.
In una pentola con 1 litro di acqua leggermente salata
ed un cucchiaino di dado vegetale, vedi nota,
aggiungere le ossa più grosse del pollo
far raggiungere l’ebollizione e tenere da parte.
In una padella capiente antiaderente
mettere l’olio evo a scaldare.
Aggiungere la cipolla tritata,
i cubetti di pancetta, i cubetti di pollo e far soffriggere,
a fuoco moderato per 8 minuti, mescolare bene.
Continuare a cuocere,
a fiamma moderata, per 20 minuti,
fino quasi alla cottura della carne di pollo.
Aggiungere il riso
e farlo tostare per 2 minuti mescolando bene.
Versare il vino bianco e far evaporare.
Aggiungere la polpa di pomodoro e mescolare bene.
Portare a cottura il riso, 20 minuti,
aggiungendo un mestolo per volta del brodo di pollo preparato,
versare l’altro mestolo solo quando il precedente sarà assorbito
e mescolare sempre.
Togliere il risotto dal fuoco, aggiungere il burro,
il parmigiano e mantecare bene.
Servire in tavola ad ogni commensale su piatto individuale.
Nota
Il Risotto alla Sbirraglia è un primo piatto della cucina tradizionale veneta e più precisamente veneziana anche se Treviso se ne contende l’origine.
Il nome, che deriva da “sbirri” come erano definiti i soldati austriaci durante l’occupazione austroungarica nel Lombardo-Veneto e sbirraglia è appunto il dispregiativo di sbirri.
Dado Vegetale
Ingredienti: 250gr sale grosso – 300gr carote – 200gr sedano – 2 cipolle grandi (o 1 cipolla+ ½ porro) – 2 spicchi d’aglio – 10 foglie di salvia – 1 rametto rosmarino – 1 mazzetto prezzemolo – 4 vasetti Bormioli da 250gr –
Ricoprire col sale grosso il fondo di una pentola in acciaio a fondo spesso e disporre sopra le verdure mondate, lavate e tagliate a pezzi non troppo piccoli e gli aromi. Mettere il coperchio e cuocere a fiamma bassa per 1 ora.
Cotte le verdure, frullarle, con minipimer ad immersione, con tutto il liquido che avranno rilasciato ed il sale non ancora sciolto.
A questo punto si possono intraprendere 2 vie:
una prevede la trasformazione del composto in “dado granulare” l’altra detta ”fase umida” prevede che dopo aver frullato tutto si invasi, si chiudano ermeticamente i vasetti e si capovolgano per fare il sottovuoto.
I vasetti si possono mettere in frigorifero o in luogo fresco ed asciutto, durano più di un anno. Le dosi di riferimento sono: 1 cucchiaino equivale ad 1 dado industriale. Con il dado preparato può essere utilizzato per tutte le preparazioni in cui è richiesto l’uso di dado o brodo vegetale.
Il riso è un alimento costituito dalla cariosside prodotta da diverse piante dei generi Oryza e Zizania opportunamente lavorata.
Le più note specie utilizzate sono l’oryza sativa (da cui si ottiene il “riso asiatico”) e l’Oryza glaberrima (da cui si ottiene il “riso africano”).
Il riso è il cereale più consumato dalla popolazione umana nel mondo ed è alla base della asiatica. Costituisce il cibo principale per circa la metà della popolazione mondiale e viene coltivato in quasi tutti i paesi del mondo. È il prodotto agricolo con la più alta produzione mondiale (741,5 milioni di tonnellate registrate nel 2014). Degno di nota è anche il riso selvatico (Zizania) che, a differenza delle qualità ricavate dalle piante di Oryza sativa e Oryza glaberrima, cresce di solito allo stadio selvatico. Tuttavia, tale tipologia di riso può anche essere messa in commercio e può costituire una prelibatezza culinaria.
Le origini del riso non sono certe; si ritiene che le varietà più antiche siano comparse oltre quindicimila anni fa lungo le pendici del Himalaya. L’unica cosa certa sulle origini di questo alimento è che è nato in Asia, precisamente in Cina verso il sesto millennio A.C., dove era coltivato a scopo alimentare, così come testimoniato da diversi siti del neolitico della Cina orientale.
Si diffuse poi in Mesopotamia, Persia, Egitto e infine in Europa. In particolare il riso era già conosciuto in Europa nell’antica Grecia e nell’Impero Romano, ma non fu coltivato fino all’ VII secolo quando gli Arabi lo introdussero in Spagna.
Nell’America settentrionale, nell’epoca precolombiana, si coltivava invece il riso prodotto dalla pianta Zizania aquatica.
Per classificare le tipologie di riso, importanti sono le sezioni trasversali e longitudinali delle cariossidi; uno dei parametri è il rapporto lunghezza/larghezza, altro carattere è l’evidenziazione del dente (presenza dell’embrione). La striscia può essere più o meno scura, la perla può essere vitrea o perlata.
La ssp. japonica dell’Oryza sativa si divide in 5 tipologie:
Risi comuni (tondi e piccoli) – Risi semifini (tondi di media lunghezza) – Risi fini (affusolati e lunghi) – Risi superfini (grossi e lunghi) – Risi aromatici –
Alcune varietà di riso sono:
Arborio – Baldo – Basmati – Carnaroli – Jasmine – Lido – Maratelli – Originario – Ribe – Riso di Grumolo delle Abbadesse – Riso nero glutinoso – Riso Roma – Riso Venere – Riso Vialone Nano Veronese – Rosa Marchetti – Vialone Nano –
Prima della cottura, il riso viene generalmente sciacquato con acqua per eliminare eventuali impurità e l’amido in eccesso e può essere, specialmente nel caso di riso integrale, tenuto a mollo per ridurre i tempi di cottura.
Dopo queste eventuali operazioni preliminari, il riso generalmente viene cucinato a vapore o attraverso bollitura. Durante la cottura, i chicchi di riso assorbono l’acqua, aumentando di volume. A seconda della tecnica utilizzata, può rimanere acqua in eccesso, che viene scolata dopo la cottura, oppure il riso può assorbirla tutta (cottura all’orientale).
Alcune ricette prevedono inoltre di svolgere una frittura veloce del riso in olio o grasso prima della sua cottura in acqua. Questa tecnica viene utilizzata ad esempio per la preparazione di risotti, pilaf (in Iran e Afghanistan) e biryani (in India e Pakistan).
Il riso è anche messo in commercio come “riso istantaneo”: in questo caso il riso è già cotto e necessita solo di aggiunta di acqua calda e qualche minuto di tempo per essere consumato.
Il riso, oltre a trovare largo impiego come piatto base, nella forma di riso salato bollito, si presta alla preparazione di piatti salati più elaborati come il risotto o il biryani ma anche di dolci come il risolatte o budino di riso e la torta degli addobbi.
In generale, il riso viene utilizzato in ricette di tutto il mondo e di tutti i tipi, tra cui: piatti unici, antipasti, primi piatti, secondi piatti, dolci e tavola calda.
Il riso, fra tutti i cereali, è uno degli alimenti più completi dal punto di vista nutrizionale: 100 gr di riso forniscono infatti circa 330 kcal con un notevole contenuto di fibra e vitamine, oltre a vari sali minerali.
Il riso bianco è caratterizzato da un contenuto in carboidrati pari circa al 78%, in proteine al 7% circa e in lipidi per circa lo 0,6%.
La sua digeribilità è superiore a quella degli altri cereali, tanto da essere assimilato in 60/100 minuti.
Il riso contiene anche acidi grassi essenziali: acido linoleico fra il 29-42%, e acido linolenico fra 0,8-1%. Ha un rapporto sodio/potassio di 5 mg di sodio ogni 100 di riso, e 9 mg di potassio. Il riso è privo di glutine e quindi è un alimento idoneo per le diete di soggetti celiaci e con allergie alimentari.