Sebadas
Le Sebadas sono degli ottimi dessert da servire a fine pranzo o cena con familiari ed amici.
Per le Sebedas disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Sul piano di lavoro tagliare il pecorino fresco a pezzettini e tenere da parte.
Mettere in un pentolino 1 cucchiaio di zucchero, il formaggio a pezzetti, 1 bicchiere di acqua e far cuocere a bagnomaria fino a far diventare filante il formaggio, mescolare.
Aggiungere 1 cucchiaio di farina e continuare a mescolare per 4 minuti fino ad amalgamare bene il tutto, spegnere il fuoco e tenere da parte.
Sul piano di lavoro impastare i 250gr di farina con il sale e un po’ di acqua quanto basta per ottenere un impasto omogeneo e consistente.
Lasciarla riposare in una ciotola per 30 minuti.
Tirare la sfoglia a mano, con il mattarello, o con la macchinetta a manovella o elettrica. ( Ampia o Imperia )
Nel primo caso la sfoglia va lavorata ancora con le mani per alcuni minuti e poi appiattita con il mattarello allargandola fino a formare un grande disco di spessore sottile ed omogeneo.
Si lascia riposare per 10 minuti coperta da un telo.
Con la macchina per tirare la pasta Ampia o Imperia
Passare l’impasto 10 volte sul N° 1
“ “ 1 “ “ “ 3
“ “ 1 “ “ “ 5 o 6
Tagliare con la rotella, le strisce di pasta ottenute, formando dei cerchi del diametro di 6 cm.
Disporre i cerchi sul piano di lavoro e mettere 1 cucchiaino di composto di formaggio al centro di metà dei cerchi preparati.
Con l’altra metà dei cerchi preparati metterli sopra i cerchi con il composto, premere con le dita sui bordi di ogni cerchio per sigillarli bene.
In una padella antiaderente capiente mettere a scaldare l’olio di arachidi.
Mettere le sebadas a friggere non più di 5 per volta, fino a doratura in ogni loro parte.
Con un mestolo forato togliere dalla padella le sebadas e depositarle su carta assorbente da cucina per far rilasciare l’olio in eccesso.
Depositarle su di un piatto da portata caldo.
Spolverizzarli con lo zucchero a velo.
Servire in tavola su piatto di portata o su alzatina per dolci.
Nota
Le Sebadas sono dei morbidi dolcetti ripieni di formaggio fresco tipici della cucina tradizionale sarda,
si preparano per ricorrenze familiari importanti.
Con il termine pecorino si indica un formaggio prodotto con latte di pecora, il quale si differenzia da quello vaccino soprattutto per la percentuale di grasso e di caseina: più del doppio, il che ai fini della caseificazione configura un latte particolarmente ricco.
Storicamente di origine Mediterranea, è un prodotto diffuso anche altrove.
In Italia il pecorino ha raggiunto una produzione di tale qualità da occupare una posizione strategica nel settore lattiero caseario dando origine a un comparto produttivo valido e da valorizzare, con tecniche di lavorazione simili ma con differenti sfumature che portano a formaggi diversi e dunque non concorrenziali fra loro.
La Comunità Europea ha riconosciuto ben otto Denominazione di Origine Protetta (DOP) registrati sotto il nome “pecorino”: si tratta del Pecorino Romano, Pecorino Toscano, Pecorino Sardo, Pecorino di Filiano, Pecorino Crotonese, Pecorino di Picinisco, Pecorino Siciliano e del Pecorino delle Balze Volterrane.
Diversi altri formaggi pecorini italiani inoltre rientrano nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).
In Italia i formaggi pecorini sono prodotti in diverse regioni, soprattutto quelle centrali, meridionali e nelle isole. Le tre denominazioni DOP più diffuse e conosciute e prodotte in più regioni sono: il Pecorino Romano, prodotto in Sardegna (97%), Toscana (2%) e Lazio (1%), il Pecorino Toscano che è prodotto sia in Toscana che in Lazio e il Pecorino Sardo prodotto in Sardegna. Gli altri pecorini sono prodotti a livello regionale e spesso provinciale, assumendo una forte connotazione geografica.
Il Pecorino può essere classificato in base alla stagionatura: fresco, Primo sale, Secondo sale o semi-stagionato e stagionato.
I caseifici producono diverse varianti aggiungendo:
pepe nero, peperoncino, pomodori secchi, olive o tartufo.