Ingredienti
- 1,5kg arselledette Telline
- 3 cucchiai Olio Evo
- 3 spicchi Aglio
- 6 Pomodori
- qb Pepe
- qb Sale
Direzione
Telline alla Toscana
Le Telline alla Toscana sono un piatto versatile possono essere servite come antipasto o come secondo piatto, sono un piatto della tradizione culinaria toscana gustoso e saporito, da proporre in un pranzo o cena con amici.
Per le Telline alla Toscana
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Pelare, tritare l’aglio
e tenere da parte.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina,
i pomodori, tagliarli a pezzetti,
eliminare i semi
e tenere da parte.
Mettere le telline sotto acqua corrente.
Spazzolare le telline una ad una,
sempre sotto acqua corrente
per rimuovere completamente
tutte le incrostazioni.
Mettere le telline
man mano che si spazzolano in una ciotola capiente
con acqua ed una manciata di sale grosso.
Lasciar riposare per 3 ore,
in modo che ogni residuo di sabbia
ed eventuali impurità verranno espulse dall’interno.
Cambiare l’acqua 3 o 4 volte nelle 3 ore
aggiungendo sempre una manciata di sale grosso.
Mettere le telline in uno scola pasta
e far sgocciolare.
In una padella capiente mettere a soffriggere l’aglio tritato,
a fuoco vivace.
Aggiungere le telline
e farle aprire.
Aggiungere i pomodori, pepe, sale
e cuocere per 20 minuti a fuoco moderato.
Servire in tavola su piatto di portata
o ad ogni commensale su piatto individuale.
Nota
Le telline dette anche arselle sono molluschi commestibili che vivono dentro piccole conchiglie. Vengono chiamate anche arselle e sono spesso confuse con le vongole, sono un genere di mollusco bivalve appartenente alla famiglia Donacidae, distribuite tra il Mar Mediterraneo, il Mar Nero e l’Oceano Atlantico orientale. Hanno forma a cuneo e una valva (una delle due metà della conchiglia) più grande rispetto dell’altra.
Il guscio delle arselle è perfettamente liscio e lucido.
Le telline hanno colori molto vivaci, enfatizzati dalla brillantezza della conchiglia.
L’aglio (Allium sativum ) è una pianta coltivata bulbosa, assegnata tradizionalmente alla famiglia delle Lilliaceae.
Il suo utilizzo primo è quello di condimento, ma è ugualmente usato a scopo terapeutico per le proprietà congiuntamente attribuitegli dalla scienza e dalle tradizioni popolari.
A causa della sua coltivazione molto diffusa l’aglio viene considerato quasi ubiquitario, ma le sue origini sono asiatiche (sono state rintracciate nella Siberia sud-occidentale), velocemente diffusosi nel bacino mediterraneo e già conosciuto nell’antico Egitto.
L’odore caratteristico dell’aglio è dovuto a numerosi composti organici di zolfo tra cui l’ alliina ed i suoi derivati, come l’allicina ed il disolfuro di diallile.
La pianta non ama il freddo autunno-invernale. Allora comincia ad afflosciarsi, fino a seccarsi del tutto. È a questo punto che il tubero sotterraneo andrebbe raccolto. I bulbi che invece si lasciano in loco, rivegeteranno l’anno seguente, coi primi caldi. L’aglio in cucina è molto utilizzato come condimento, ad esempio come ingrediente per salse come Bagna cauda, pesto, aioli, tzatziki . La parte commestibile sono i bulbilli (spicchi). Si consuma crudo o cotto, fresco o secco, intero, a fettine, tritato, in polvere. Talvolta gli spicchi vengono utilizzati per insaporire la pietanza ma non vengono direttamente consumati.
Nel folclore europeo, si riteneva che l’aglio tenesse lontani i vampiri e si indossava in un sacchetto intorno al collo. Questa tradizione si può collegare al fatto che i vampiri erano considerati dei “parassiti” e conseguentemente l’aglio, avendo proprietà antibatteriche, li teneva lontani.
Il suo potere antisettico era noto fin dall’antichità: nel Medioevo i medici usavano delle mascherine imbevute di succo d’aglio per proteggersi dalle infezioni e tutt’oggi è ampiamente usato nella medicina popolare.
Si consigliava di tenere l’aglio addosso la notte che precede il 24 giugno (S. Giovanni Battista) insieme ad altre erbe per proteggersi dalle streghe che in quella data, secondo la tradizione, celebrerebbero il grande sabba annuale che coincide con il solstizio d’ Estate.