Ingredienti
- 4 Uova
- 250gr Zucchero
- 250gr Burro
- 125gr Mandorletritate
- 175gr PistacchiTritati
- 10gr Lievito
- 250gr Farina 00
- 250gr Maizena
- 70gr Marmellatadi albicocche
- 400gr Prugne Californiao 400gr mandarini
Direzione
Torta ai pistacchi con prugne o mandarini
La Torta ai pistacchi con prugne o mandarini è il fine pasto per eccellenza che può anche essere una gustosa colazione o merenda. La Torta ai pistacchi con prugne o mandarini è un dessert bello da vedere, ma buono e semplice da realizzare.
Per la Torta ai pistacchi con prugne
o mandarini disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina, le prugne,
sbucciarle, tagliarle a fettine e tenere da parte. (Versione estiva)
Sbucciare, i mandarini, togliere la pellicina bianca,
la pellicina che ricopre la polpa, l’eventuale nocciolo e tenere da parte.
(Versione invernale)
Far ammorbidire il burro in una tazza.
In una ciotola capiente montare a neve gli albumi,
con lo sbattitore elettrico, aggiungere metà dello zucchero
e sbattere ancora per 1 minuto.
Mettere in una ciotola i tuorli, il resto dello zucchero, il burro,
le mandorle ed i pistacchi tritati (tenerne a parte 50gr),
il lievito, la farina, la maizena o fecola, sbattere il tutto con una frusta
o con lo sbattitore elettrico, per 5 minuti.
Aggiungere alla pasta insieme agli albumi montati le fettine di prugne
o le fettine di mandarino ed amalgamare bene e lentamente.
Versare il composto in uno stampo da plum-cake lungo 30cm
e rivestito da carta da forno.
Infornare a forno caldo 170°C per 70 minuti.
Lasciar raffreddare, capovolgere la torta su di un piatto di portata,
spalmarla di marmellata di albicocche e guarnire con i pistacchi tenuti da parte.
Servire in tavola ogni commensale su piattino da dessert individuale.
Nota
La Torta ai pistacchi con prugne o mandarini è morbida e golosissima, un dessert ottimo per tutti gli amanti dei pistacchi.
Il pistacchio (Pistacia vera – L.) è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae e del genere dei Pistacia. È originario del Medio Oriente, dove veniva coltivato già in età preistorica, particolarmente in Persia. Come riferisce nel suo celebre I Dipnosofisti, Ateneo di Naucrati, scrittore e sofista greco vissuto nel II secolo, nell’Impero Romano, diversi autori greci ed ellenistici parlano del pistacchio, collocandone la coltivazione in Siria, Persia e India, e chiamandolo bistachion o pistakia o pistakion. Il pistacchio è un albero caducifoglie e latifoglie, può raggiungere un’altezza di circa 11-12 metri, ma generalmente si ferma a 5-6 metri. Il pistacchio è molto longevo e raggiunge un’età di 300 anni circa, ma ha un accrescimento molto lento. In Italia vi è storicamente una coltivazione di nicchia: rinomati sono i pistacchi di Bronte e Adrano alle pendici dell’Etna, tutelati dal marchio DOP ” Pistacchio Verde di Bronte”. L’Italia è passata da una produzione di 2.400 tonnellate nel 2005 a 2.850 tonnellate del 2012, diventando il settimo produttore al mondo. Zone di coltivazione a rilevanza internazionale si trovano in Medio Oriente (soprattutto Iran, ma anche Turchia e Siria, anche se quest’ultima in forte calo), in California e, negli ultimi anni, anche in Cina. La varietà più diffusa in Italia è la Bianca (comunemente chiamata Napoletana o Nostrale, il seme è verde e rappresenta il fattore commerciale di pregio). Altre varietà sono la Cappuccia, Cerasola, Insolia, Silvana, Femminella. Una volta raccolto, il pistacchio va fatto asciugare e poi bisogna togliere il mallo che ricopre il guscio legnoso, infine si fa seccare per consentire la conservazione per lungo periodo e la vendita. I pistacchi vengono utilizzati sia sgusciati sia pelati, spesso tostati e salati, anche in pasticceria, per preparare gelati, creme, bevande e per la produzione di salumi o come condimenti per primi e secondi piatti.