Trenette col Pesto alla Genovese
Le Trenette col Pesto alla Genovese è un primo piatto della tradizione culinaria ligure, gustoso e saporito da proporre in un pranzo o cena con amici e familiari.
Per le Trenette col Pesto alla Genovese
disporre tutti gli ingredienti dosati sul piano di lavoro.
Preparare il pesto:
Lavare, asciugare con carta assorbente da cucina,
le foglie di basilico e tenere da parte.
Pelare l’aglio, eliminare il germoglio verde interno,
soprattutto quando l’aglio non è più novello,
tritarlo e tenere da parte.
Mettere nel mortaio le foglie di basilico
lavate ed asciugate.
Aggiungere l’aglio ed i pinoli,
un pizzico di sale ed i formaggi.
Pestare fino ad ottenere un composto
ben amalgamato.
Unire infine l’olio mescolando sempre
in modo da ottenere una salsa ben legata e densa.
Oppure
più velocemente frullare con minipimer ad immersione:
l’olio con il parmigiano,
il pecorino, il sale ed i pinoli.
Alla fine aggiungere il basilico
frullando velocemente per non farlo scaldare.
Pelare le patate,
tagliarle a fettine fini e tenere da parte.
In una pentola piena di acqua bollente leggermente salata,
mettere a lessare le patate.
A patate cotte aggiungere, in pentola con le patate,
le trenette e cuocere secondo le indicazioni riportate sulla confezione dal produttore.
Scolare patate e trenette, metterle in una zuppiera,
versare sopra il pesto con una cucchiaiata di acqua di cottura delle trenette
e patate e mescolare bene.
Spolverizzare con il parmigiano
e mescolare bene.
Servire in tavola nella zuppiera
o ad ogni commensale su piatto individuale.
Nota
Se non si dovessero trovare le trenette si possono utilizzare altri formati di pasta come le reginette, le bavette o le linguine.
Il Basilico Genovese
è un tipo di coltivazione del Basilico Ocimum basilicum e il nome di un prodotto ortofrutticolo italiano a Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.).
Il basilico è un’erba annuale della famiglia delle Labiate.
La zona di origine
della specie è quella dell’India e dell’Asia tropicale, dove veniva coltivata come pianta ornamentale e per le sue proprietà curative Si tratta di una pianta originaria dell’India, già conosciuta dagli antichi egizi che la consideravano sacra, era apprezzata anche dagli antichi romani, compare nei testi di Plinio il Vecchio. Grazie a queste proprietà curative, distanti dall’impiego alimentare, il basilico è stato introdotto dai Romani nel Mediterraneo e, a partire dal XIX secolo, la coltivazione si sviluppa nell’area agricola di Genova.
Il Basilico Genovese è un prodotto coltivato esclusivamente sul versante tirrenico della Liguria secondo un disciplinare che prevede la coltivazione tradizionale su terra naturale; non è quindi una cultivar, infatti si definisce “Basilico Genovese” solo quello certificato che rappresenta un tipo di coltivazione del basilico tradizionale della Liguria. Il Basilico Genovese si distingue per le foglie più piccole, dalla forma ovale e convessa, e il colore verde tenue. Il profumo è più delicato e privo della fragranza di menta.
Il Basilico Genovese è frutto dell’unione di due fattori: il territorio, inteso anche come vero e proprio terreno dove viene coltivato, e le tecniche di coltivazione via via sviluppate dagli agricoltori liguri nell’arco della storia.
Sebbene l’indicazione D.O.P.
si riferisca alla coltura praticata in tutta la Liguria, il Basilico Genovese viene principalmente coltivato nel quartiere genovese di Pra’.
Rinomato per la sua qualità è particolarmente indicato per la preparazione del classico Pesto, il condimento tipico della cucina ligure adatto a confezionare uno svariato numero di piatti asciutti, tartine e focaccette.
La semina
può essere effettuata durante tutto l’anno, pur concentrandosi prevalentemente nel periodo primaverile. Si semina manualmente a una profondità di mezzo centimetro, in siepi appositamente predisposte (denominate tacche) lunghe circa 140 cm. La coltivazione annuale avviene in pieno campo all’aperto ed è maggiormente utilizzata dalle aziende alimentari per la trasformazione.
La coltivazione di serra è una tipicità ligure e garantisce commercio e possibilità di consumo del basilico fresco per tutto l’anno.
La semina in serra avviene durante tutto l’anno. Il terreno di semina viene reso soffice grazie a una lavorazione meccanica e disinfettato con vapore acqueo, per ridurre la presenza delle malattie nel terreno e limitare così l’uso dei prodotti chimici.
Il Consorzio di Tutela Basilico Genovese D.O.P.
viene riconosciuto nel 2008 dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Vi aderiscono quasi tutti i produttori di basilico della Liguria. Il consorzio svolge la sua azione a favore del prodotto destinato al consumo fresco e a quello destinato alla trasformazione.
La DOP garantisce il rispetto delle regole di produzione e la qualità del prodotto in tutte le sue fasi, dalla coltivazione al consumo e soprattutto riserva l’uso del nome Basilico Genovese al solo prodotto che dimostra, certificandola, l’origine dal territorio.
Il 4 giugno 2006 è stato ufficialmente inaugurato il “Parco del basilico di Pra'” allestito nella villa Lomellini-Doria-Podestà, ristrutturata dall’amministrazione provinciale di Genova ed utilizzata dal Centro per l’Impiego del Ponente. La villa è limitrofa alle grandi e moderne serre attigue al casello autostradale di Genova Pra’.