Alloro – Lauro nobile – ( Laurus Nobilis L.)
Alloro - Lauro nobile - ( Laurus Nobilis L.)

Il Laurus nobile, o in gergo comune Alloro (o Lauro) é un albero a forma piramidale con foglie aromatiche sempreverdi e corteccia lucida. Viene utilizzato per siepi da recinzioni, quindi con taglio pari, per cui la forma piramidale non si trova nell’immaginario collettivo.
Sinonimi: Alloro, Lauro dolce, Lauro Greco, Lauro nobile e/o vero.
Denominazione botanica: Laurus nobilis L.
Famiglia.: Lauracee Parti Usate:
Provenienza: Regioni mediterranee, spontaneo o coltivato
In natura raggiungerebbe i 15 metri c.a.
Alloro Olio essenziale
L’olio essenziale viene ottenuto per corrente di vapore, si utilizzano le foglie. E’ molto costoso.
Car. Organolettiche: liquido limpido giallo-verdastro,odore e sap.caratter.
Solubilità:insol. in acqua, solub.in alcool
Principi attivi.: eucaliptolo, metil clavicolo, pinene, eugenolo, ecc.
Categoria terapeutica: antisettico, sedativo, stimolante, sudorifero.
L’alloro è una pianta molto diffusa, soprattutto nei paesi a clima temperato sia in pianura che in collina e cresce spontaneo in tutti i Paesi del Mediterraneo, nelle macchie e nei boschi ed è molto utilizzato nei giardini e nei parchi come pianta ornamentale oltre che apprezzato per la sua fragranza aromatica.
Classificazione botanica
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (piante vascolari)
Divisione: Magnoliophyta (ex Angiospermae)
Classe: Magnoliopsida (ex Dicotyledones)
Subclasse:Magnoliidae
Ordine: Laurales
Famiglia: Lauraceae
Genere: Laurus
Caratteristiche generali
L’alloro appartiene al genere Laurus ed alla famiglia delle Lauraceae e comprende piante originarie dell’Asia minore, introdotte nel bacino del Mediterraneo in tempi antichissimi.
Il suo nome deriva dal latino “laurus” che vuol dire “nobile”.
E’ una pianta molto diffusa, soprattutto nei paesi a clima temperato sia in pianura che in collina.
Il Lauro cresce spontaneo in tutti i Paesi del Mediterraneo, nelle macchie e nei boschi ed è molto utilizzato nei giardini e nei parchi come pianta ornamentale oltre che apprezzato per la sua fragranza aromatica.
Il Lauro è una pianta perenne a portamento arbustivo e può assumere la forma di un cespuglio o di un albero tanto che se trova le condizioni ideali può raggiungere anche i 10-12 m di altezza.
Il tronco è normalmente liscio con corteccia nerastra con rami sottili e molto fitti.
Le foglie, portate da un corto picciolo, sono lanceolate, coriacee, di un bel verde scuro con i bordi ondulati e con la pagina superiore lucida mentre quella inferiore è di un verde-giallo tenue ed opaco. Sono ricche di ghiandole resinose che le conferiscono il caratteristico aroma.
I fiori sono riuniti in infiorescenze a grappolo o in cime ascellari e sbocciano all’inizio della primavera.
E’ una pianta dioica vale a dire che esistono piante che portano solo fiori maschili e piante che hanno solo fiori femminili che portano cioè gli organi riproduttivi femminili (e stami sterili) preposti alla formazione del frutto, previa impollinazione da parte dei fiori maschili.
E’ una pianta ricca di oli essenziali sia nelle foglie (dall’1 al 3%) che nelle bacche (dall’1 al 10%) quali: geraniolo, cineolo, eugenolo, terpineolo, fellandrene, eucaliptolo, pinene, ecc.
Principali Speci
Nel genere Laurus ritroviamo la specie:
Laurus Nobilis
Il Laurus nobilis è il tipico alloro che siamo abituati a vedere e a utilizzare.
Esistono due varietà: Laurus nobilis varietà angustifolia con foglie strette e lunghe e Laurus nobilis varietà aurea con foglie tendenti al giallo.
Tecnica Colturale: è una pianta molto rustica che si adatta molto bene a crescere nelle più diverse situazioni ambientali sia in vaso che in pieno campo.
Può essere esposta tranquillamente in pieno sole, ma cresce bene anche nei luoghi ombreggiati.
E’ una pianta che può essere allevata in appartamento perché se si rispettano le sue esigenze colturali, si adatta anche alla nostra casa.
Le temperature di coltivazione sono quelle tipiche delle regioni a clima mediterraneo.
Temperature sotto gli zero gradi centigradi sono tollerate per brevi periodi di tempo.
Gradisce una buona circolazione dell’aria ma non tollera le correnti d’aria.
Annaffiatura:E’ una pianta che va annaffiata con moderazione durante la primavera e l’estate ogni qual volta lo strato superficiale del terreno si asciuga.
A partire dall’autunno e per tutto l’inverno si diminuiscono le irrigazioni e si sospendono se le temperature scendono sotto i 7°C.
Attenzione ai ristagni idrici che sono la principale causa di morte delle piante di alloro.
Tipo di Terreno – Rinvaso
Per coltivare in vaso le piantine vanno rinvasate ogni due anni in quanto anche se sono piante che non crescono molto rapidamente, le radici occupano molto spazio.
Il rinvaso va effettuato in primavera utilizzando un buon terriccio fertile che rimanga soffice in quanto le piante non gradiscono ristagni idrici quindi sia il vaso che la terra devono garantire un buon drenaggio.
Concimazione
Per concimare si usa un concime liquido, opportunamente diluito nell’acqua d’irrigazione, ogni 15gg a partire dalla primavera e per tutta l’estate.
Negli altri periodi le concimazioni vanno sospese.
Poiché è una pianta che viene coltivata prevalentemente per le sue foglie aromatiche è preferibile usare un concime che abbiamo un titolo abbastanza elevato in Azoto (N) che favorisce appunto lo sviluppo delle parti verdi. Accertatevi pertanto che oltre ad avere i cosiddetti “macroelementi” quali Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) e che tra questi l’Azoto sia in “maggiore quantità” che abbia anche i “microelementi” quali il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.
Un consiglio: diminuire leggermente le dosi rispetto a quelle riportate nella confezione infatti se inserite un buon terriccio e rinvasate ogni 2 anni , darete alla vostra pianta una buona scorta di base di elementi nutritivi.
Fioritura
Fiorisce normalmente in primavera ed i frutti maturano in autunno.
Potatura
Per poter avere una bella pianta è opportuno potare le piante ogni anno, verso la fine dell’inverno.
Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene per seme o per moltiplicazione dei polloni che si formano alla base della pianta madre o per talea.
Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere una pianta ben precisa o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.
Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere una pianta ben precisa o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.
Moltiplicazione per semi
Si effettua in autunno distribuendo i semi in file parallele su un terriccio per semi. Per interrarli in maniera uniforme potete spingeteli sotto il terriccio usando un pezzo di legno piatto.
Un’operazione importante da fare prima della semina è la cosiddetta “scarificazione” vale a dire rendere lo strato esterno dei tegumenti del seme permeabile all’assorbimento dell’acqua e dei gas. Per far questo si immergono i semi in acqua bollente e si lasciano in ammollo fino a quanto l’acqua non si sarà raffreddata; oppure si può “graffiare” la superficie del seme con della carta vetrata a grana sottile o incidere lo strato esterno con un coltello facendo attenzione a non danneggiare “l’occhio” vale a dire quella piccola depressione che si nota nel seme.
Fatta questa operazione i semi vanno subito trapiantati.
Sarebbe buona norma, per prevenire eventuali attacchi di funghi, somministrare con l’acqua di irrigazione anche un fungicida ad ampio spettro, nelle dosi indicate nella confezione.
Il vassoio che contiene i semi va tenuto all’ombra, ad una temperatura intorno ai 20 – 23°C e costantemente umido (usare uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione.
Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio. Spruzzate l’acqua nella composta ogni volta che il substrato è sul punto di asciugarsi.
Ogni giorno si toglie la plastica per controllare l’umidità del terreno ed eliminare dalla plastica la condensa.
Una volta che i semi hanno germogliato, si toglie il telo di plastica, e via via che le piantine crescono, si aumenta la quantità di luce (mai il sole diretto), si riduce la temperatura intorno ai 18°C e si assicurerà una buona ventilazione. Tra tutte le piantine nate, sicuramente ci saranno quelle meno vigorose rispetto ad altre che vanno eliminatele in modo da dare più spazio alle piantine più robuste.
Moltiplicazione per talea
Tra la fine del mese di luglio e settembre si prelevano degli apici vegetativi dalle piante lunghi circa 10-13 cm.
Si raccomanda di tagliare con una lametta o con un coltello affilato per evitare le sfilacciature dei tessuti avendo cura che l’attrezzo che si usa per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.
Dopo aver eliminato le foglie poste più in basso, si immerge la parte tagliata in una polvere rizogena per favorire la radicazione.
Successivamente si sistemano le talee in una composta formata da una parte di torba ed una di sabbia grossolana. Si fanno dei buchi con una matita, tanti quante sono le talee e si sistemano come indicato nella foto.
Avere cura successivamente di compattare delicatamente il terriccio.
La cassetta o il vaso si ricoprono con un foglio di plastica trasparente (o un sacchetto messo a cappuccio) e si colloca all’ombra e ad una temperatura intorno ai 15°C avendo cura di tenere il terriccio sempre leggermente umido (annaffiare sempre senza bagnare le piantine in radicazione con acqua a temperatura ambiente). Ogni giorno si toglie la plastica per controllare l’umidità del terreno ed eliminare dalla plastica la condensa.
Una volta che iniziano a comparire i primi germogli, vuol dire che la talea ha radicato.
Si toglie la plastica e si colloca il vaso in una zona più luminosa, alla stessa temperatura e si aspetta che le talee si irrobustiscano.
Una volta che sono diventate sufficientemente grandi ed hanno prodotto nuovi getti vigorosi, si trapiantano nel vaso o nel terreno definitivo.
Non disturbare le talee fino a quando non avranno messo i nuovi getti.
Parassiti e Malattie
Le foglie appaiono imbrunite
Questo è il classico sintomo di eccesso d’acqua
Rimedi: regolare le annaffiature e far asciugare per bene il terreno.
Le foglie ingialliscono e cadono specie a partire dai rami più bassi
Se osservate questa sintomatologia vuol dire che c’è una carenza d’acqua.
Rimedi: regolare meglio le irrigazioni.
Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie
Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto a lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un’unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante di alloro più grandi e piantate all’aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.
Germogli e giovani foglie deformate e presenza di strane deformazioni
Se si osserva questa sintomologia si è in presenza della Psilla spp., un insetto particolarmente diffuso.
Le punture dei giovani determinano una deformazione della pagina superiore soprattutto delle giovani foglie e dei germogli dove si formano delle specie di pseudo – gialle.
Le foglie colpite si arrotolano verso la pagina inferiore, diventando di consistenza carnosa e di colore giallastro. In conseguenza di questo la pianta arresta o rallenta sensibilmente la sua crescita.
Queste alterazioni sono determinate dalle punture degli insetti, soprattutto delle forme giovanili, che con il loro apparato boccale pungente-succhiate pungono i tessuti della pianta per succhiare la linfa.
Rimedi: il rimedio è soprattutto preventivo e agronomico infatti questo insetto prospera nelle parti interne delle piante quelle più folte dove è presente una buona umidità. Occorre pertanto tenere la pianta con la chioma aperta, con opportune potature in modo da far circolare l’aria e mantenere un ambiente asciutto. Una volta che l’attacco è in corso, eliminare le parti colpite e sfoltire la pianta. In genere questo è sufficiente ad eliminare la popolazione di insetti indesiderata. Se l’attacco è particolarmente massiccio, intervenite con prodotti specifici registrati per questa pianta.
Foglie che iniziano ad ingiallire, appaiono macchiettate di giallo e marrone
Se le foglie iniziano ad ingiallire e successivamente a queste manifestazioni si accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Osservando attentamente si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie.
Rimedi: aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se la pianta non è particolarmente grande, si può anche provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il parassita usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato. Dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.
Presenza di piccoli animaletti biancastri sulla pianta
Se notate dei piccoli insettini mobili di colore bianco-giallastro-verdastri siete quasi sicuramente in presenza di afidi o come comunemente sono chiamati “pidocchi”. Osservateli con una lente di ingrandimento e confrontateli con la foto a lato, sono inconfondibili, non ci si può sbagliare.
Rimedi: trattare la pianta con antiparassitari specifici facilmente reperibili da un buon vivaista.
Proprietà Aromatiche
Le proprietà aromatiche sono date dagli oli essenziali particolarmente concentrati nelle foglie (dall’1 al 3%) più giovani e poste più in alto nella pianta e nelle bacche (dall’1 al 10%).
Raccolta e Conservazione
Le foglie si possono raccogliere tutto l’anno anche se raccolte a luglio – agosto, hanno una maggiore concentrazione di essenze aromatiche. I frutti si raccolgono in autunno, quando sono maturi.
Le foglie si possono consumare per uso culinario fresche o secche.
Per l’essicazione si sistemano all’ombra, in un luogo aerato e una volta secche durano circa un anno. Dopo tale periodo perdono gran parte del loro aroma e assumono un sapore amarognolo.
Le bacche si fanno essiccare al forno a bassa temperatura e si conservano poi dentro barattoli di vetro ed hanno un sapore molto più forte e robusto delle foglie.
Proprietà medicinali
dal nome scientifico Laurus Nobilis è usato non solo per insaporire alcuni cibi ma anche per proprietàutili a trattare reumatismi, indigestione ed affaticamenti,l’alloro fa parte della famiglia delle Lauraceae ed i suoicomponenti attivisono:
olio volatile con cinedo, tannino, geraniolo, linalolo, principio amaro.
Parti utilizzate:
Foglie e bacche.
E’ un albero perenne con il tronco liscio dalla corteccia nera; foglie coriacee di colore verde scuro.
Laurus Nobilis
I fiori sono di colore bianco giallastro e si raggruppano in formazioni ascellari.
Il frutto è una bacca nerastra.
Fiorisce in primavera e si riproduce per semina o per talea.
Alloro per i reumatismi
Bagno: bollire per 2 minuti 5 litri di acqua con 20 gr di foglie secche.
Lasciare riposare un quarto d’ora, quindi filtrare e aggiungere il liquido ottenuto all’acqua del bagno che dovrà durare un quarto d’ora alla temperatura di 38°C.
Alloro per l’indigestione
Infuso: versare una scodella di acqua bollente sopra 15 gr di foglie secche.
Coprire e lasciare riposare 5 minuti.
Prenderne una tazza dopo ogni pasto.
Alloro per l’affaticamento
Decotto: bollire per 5 minuti 10 gr di foglie secche con una scodella d’acqua.
Coprire il recipiente e lasciare riposare per altri 10 minuti.
Berne tre tazze al giorno.
Storia
E’ una pianta antica, nota già ai Greci, che la consideravano sacra al dio Febo, l’ Apollo dei Romani.
La leggenda infatti vuole che il dio del sole, per vendicare le angherie subite dalla madre Latona, uccise con arco e frecce Pitone.
Questo era un grosso e cattivo serpente che Era, gelosa dell’infedele marito Zeus, aveva inviato a Delo, isola gentile che sola, tra tutte le terre emerse sfidando le ire della regina degli dei, aveva accolto Latona quando diede alla luce proprio Febo e la sua gemella Artemide.
Dopo aver compiuto questo gesto “eroico” , Apollo andava in giro a gloriarsi e, imbattutosi nel dio Eros che, come sempre era impegnato a preparare le frecce da scoccare con il suo arco per il suo “lavoro” quotidiano, lo apostrofò rinfacciandogli di non aver mai compiuto gesta memorabili e gloriose.
Eros si adirò e si vendicò scagliando due frecce “speciali” una dalla punta d’oro che colpì Apollo e una dalla punta di piombo che centrò, invece, la “predestinata” , la bella ninfa Dafne, figlia di Gea, dea della terra.
Da quel momento Apollo perse la testa per Dafne che invece lo sfuggiva.
Grande e potente, però, era Apollo e la flessuosa e gentile ninfa niente avrebbe potuto contro di lui; così pregò la madre terra, Gea, di cambiare le sue splendide sembianze oggetto di un amore così sgradito.
Fu così che il suo corpo cominciò a cambiare, si ricoprì di corteccia gentile, le sue braccia si tramutarono in rami profumati coperti di aromatiche e splendide foglie verdi.
Febo, che aveva assistito inerme a questa trasformazione, addolorato, proclamò il lauro pianta a lui sacra e simbolo di vittoria.
Tale tradizione fu ripresa dagli antichi imperatori romani, che ornavano le loro fronti con corone di rami di alloro intrecciati per festeggiare i loro trionfi.
Questa simbologia fu mantenuta anche nel millennio successivo, quando il laurus nobilis, cingeva le teste di studiosi e artisti, che venivano chiamati “laureati”.
E’ questa dunque l’etimologia della parola “laurea”.
Una pianta che vanta tali leggendari e storici natali, legati alla tradizione italiana, non può non essere inserita nel nostro giardino o nel nostro terrazzo.
Sono essenze che portano il profumo delle antiche civiltà, greca e romana, che affondano le radici nella nostra storia….
Se fanno poi parte della macchia mediterranea e hanno numerose virtù penso proprio che la loro presenza sia indispensabile nelle nostre case.
Della famiglia della Lauraceae, l’alloro è un arbusto, ma in assenza di potature e cimature frequenti raggiunge anche altezze di tutto rispetto, fino a 10 o 12 metri.
Tutti conoscono le foglie di questo arbusto che cresce spontaneo in buona parte del nostro Paese. Dapprima spuntano tenere e chiare, poi diventano man mano più grandi, fino a dodici centimetri, scure, lanceolate, dai bordi un po’ svasati, quasi a formare un orlo ondulato.
Sono piccoli i suoi firoi, bianco-giallastri, quasi insignificanti.
Daranno poi origine a più interessanti, piccole drupe verdi che si colorano pian piano di scuro maturando, fino ad assumere una tinta nerastra in autunno inoltrato, quando sono pronte per essere raccolte.
Come le olive, presentano un solo grosso seme che germoglia con estrema facilità.
E’ una pianta resistente e frugale, ama l’esposizione in pieno sole, ma tollera anche la mezz’ombra e perfino l’ombra, anche se lo sviluppo è, in questo caso, meno rigoglioso.
In piena terra non richiede particolari cure, né irrigazione, anzi teme i ristagni d’acqua.
Differenti sono le sue necessità se è in vaso.
Alla fine dell’inverno nutrire le piante con concime organico o con composta matura che si preleva dalla compostiera e che è frutto dello sfalcio del prato e degli scarti vegetali di cucina.
In inverno sospendere l’irrigazione delle piante che sono allo scoperto, mentre continure ad annaffiare, con moderazione, quelle che svernano al coperto.
Per favorire lo sviluppo e l’infoltimento delle singole piante, cimarle regolarmente durante la fase vegetativa, tagliando senza pietà i loro apici.
In questo modo si stimola l’emissione di rami e rametti laterali e si ottiene un “sipario verde” quasi perfetto.
Il laurus nobilis è un arbusto molto resistente, anche se può essere attaccato dagli afidi e da malattie fungine.
E’ consigliabile trattarlo con prodotti specifici ma non molto velenosi, ad esempio nel primo caso usare insetticidi a base di piretro,di origine vegetale, e nel secondo la classica poltiglia bordolese che ha, tra i suoi ingredienti, quell”antico, insostituibile rimedio che è il solfato di rame.
Basterà attendere il periodo di carenza raccomandato per poter utilizzare foglie e frutti per uso alimentare.
Il periodo di carenza, indicato per ogni specifico prodotto, è rappresentato dai giorni che devono trascorrere dal momento dell’irrorazione e il consumo delle piante, o di loro parti, trattate.
Oltre ad essere di semplice coltura, l’alloro si riproduce senza alcuna difficoltà.
I suoi grossi semi, trasportati dal vento, germinano con facilità estrema tanto da divenire quasi infestanti. Del resto i famosi “lauretum” degli antichi Etruschi, altro non erano che profumati boschi di alloro.
Anche la riproduzione per talea è altrettanto semplice ed è sicuramente più veloce.
Le radici dell’alloro sono profonde e forti e si rivelano utilissime per rinforzare scarpate e luoghi scoscesi e per evitare, quindi, smottamenti e frane.
Il suo legno, lucidabile, viene utilizzato dagli ebanisti per pregevoli intarsi.
Pianta insostituibile, dunque, molto bella e utile, il lauro è impiegato anche in notevoli e numerose preparazioni culinarie della tradizione italiana, ed in particolare arricchisce con il suo aroma la cacciagione, i fegatini, ma anche le castagne lesse, il risotto e i budini di riso, gli arrosti, le patate, gli squisiti piatti di sarde alla siciliana, le frittelle…Dona un gusto speciale a salsicce e salumi che vengono affumicati dalle esalazioni emanate dalla combustione dei suoi rami verdi.
In cucina alcuni preferiscono utilizzare le foglie secche, perché prive di oli essenziali particolarmente forti e aromatici, ma non dispiace la fragranza di quelle verdi e si usano anche per guarnire piatti e per decorare la tavola.
Aggiunte agli alimenti a fine cottura, le foglie conservano le loro proprietà salutari e svolgono attività antibatterica e digestiva, caratteristiche che possiamo sfruttare appieno anche preparando i vecchi decotti della tradizione, utilissimi come digestivi, espettoranti, diuretici, antispastici.
Dalle drupe si estrae un olio essenziale verde e profumato, ma in casa è più semplice lasciarle macerare per dieci o quindici giorni in olio di mandorle (ma va benissimo anche l’olio di oliva!), in modo che cedano i loro principi attivi, utilissimi per alleviare i dolori muscolari e per curare molti problemi cutanei.
Le sue proprietà stimolanti, antisettiche, nutrienti ne fanno un ottimo alleato per migliorare anche l’aspetto della cute.
Si può utilizzare un suo infuso nell’acqua della vasca per un bagno rivitalizzante oppure il suo olio essenziale per una doccia piacevolmente energizzante e idratante.
Molto interessante è l’uso del suo olio essenziale nella preparazione del sapone.
Il sapone biologico, preparato con sostanze naturali ed in particolare il delicato, anallergico e antichissimo sapone di Aleppo che ha nell’olio di alloro un ingrediente principe.
Queste, e molte altre, le virtù, la storia, la tradizione, la leggenda di una essenza ricca di fascino, simbolo di immortalità, di gloria, di vittoria
Le parti più utilizzate sono le foglie fresche durante l’estate ed essiccate durante le altre stagioni.
Il frutto è adoperato dopo il mese di ottobre, momento in cui è ben maturo.
L’Alloro parte da lontano: fu introdotto in Europa dall’Asia Minore, ebbe larga diffusione in Grecia e si espanse in tutto il continente, bloccandosi solo nelle regioni troppo fredde dove la temperatura scende sotto i 15°.
Le foglie e le bacche d’alloro sono da sempre utilizzate per aromatizzare arrosti, selvaggina, pesce, patate, minestre, legumi e cereali, involtini, spezzatini, sughi vari, conserve di pomodoro, castagne.
Impiegato moltissimo nella gastronomia di derivazione nordica, le bacche di alloro sono usate per aromatizzare alcune birre inglesi mentre le foglie per la composizione dell’aceto aromatico.
Fin dall’antichità è conosciuto grazie alle sue svariateproprietà salutari.
Svolge un’efficace azione disinfettante, è tonico e quindi consigliato contro l’affaticamento.
Nella digestione combatte i gas intestinali ed è diuretico.
L’olio essenziale è valido contro contusioni, dolori reumatici, psoriasi e alopecia .
I suoi usi valgono persino per… i nostri amici a quattro zampe: uno strato di tintura oleosa sparso sul pelo li difenderà dalle mosche!
Olio essenziale di alloro
Estrazione: si estrae dalle foglie e dai rametti terminali.
Trova indicazioni in tutti gli stati di astenia, di affaticamento, di digestione difficile
Proprietà’: Dà grande forza e dignità. L’alloro o Lauro è conosciuto soprattutto come pianta aromatica, ma vanta anche notevoli proprietà salutari. In particolare aiuta la digestione, combatte
i dolori di stomaco e l’inappetenza.
Le foglie giovani contengono una maggiore concentrazione di principi attivi; antireumatico, digestivo, stimolante, antisettico, sudorifero, stomatico, espettorante, ipotensivo, sedativo.
Principali indicazioni: Esaurimento, stanchezza, tosse, raffreddore, influenza, dolori reumatici,disturbi digestivi, inappetenza, caduta dei capelli, allontana gli insetti.
Utilizzo: Infezioni respiratorie, influenza, afte, colite, artrite, spasmi…
Uso e dosi (per adulti):
Inalazione: 10-15 gocce in mezzo litro d’acqua calda oppure 4-5 gocce da utilizzare nei diffusori aromatici per ambienti
Uso topico: Diluire al 4 – 6 % in olio (jojoba o mandorle dolci) e frizionare.
Diluire al 4 – 6 % in soluzione alcolica e frizionare.
In acqua da bagno diluire 20-30 gocce d’essenza.
Caratteristiche: arbusto cespuglioso o alberello sempreverde, presenta delle foglie lanceolate con il bordo leggermente ondulato.
La pagina superiore è lucida e di colore verde intenso, mentre quella inferiore è di un verde opaco.
I fiori di colore giallognolo, sono raccolti in fascetti ad ombrella all’ascella fogliare.
Il frutto è una bacca ovoidale con la forma di piccola oliva,
dapprima verde e quindi, a maturazione, nero-bluastro. Contiene un solo seme.
La pianta fiorisce in primavera e può raggiungere i 10 metri d’altezza.
Habitat: comune delle zone mediterranee dove nasce spontaneo, si rinviene con frequenza lungo le coste tirreniche, adriatiche e in Sardegna. Al nord si localizza in prossimità dei laghi subalpini.
E’ pianta ornamentale e quindi frequente nei parchi.
Raccolta: si utilizzano le foglie senza picciolo e i frutti. Le prime si raccolgono tutto l’anno e vanno fatte essiccare al sole. La raccolta dei frutti va fatta in autunno con successiva essiccazione
in luogo semiombroso.
Avvertenze: Controindicato in gravidanza e usare con moderazione.
Curiosità’: il caratteristico aroma delle foglie dell’alloro da sempre ha profumato piatti e ricette. Utilizzato anche per profumare il corpo.
Albero sacro a Greci e Romani; pianta con cui si consacravano i poeti e gli imperatori, l’alloro era considerato dai Greci l’albero d’Apollo.
Il dio si era innamorato di Dafne, figlia del fiume Peneo, senza essere da essa corrisposto.
Un giorno, mentre egli la inseguiva, Dafne, per non cadere nelle braccia dell’indesirato corteggiatore, invocò la protezione degli dei che la trasformarono in alloro.
Da allora l’albero divenne sacro al dio.
Uso in Cucina
Oggi viene usato normalmente nella cucina di tutto il mondo per il suo aroma.
La particolarità è che le sue foglie non perdono l’aroma dopo la cottura.
In Emilia Romagna (Italia) dalle sue bacche si ottiene un delizioso liquore chiamato Laurino.
Curiosità’
Alla famiglia delle Lauraceae appartengono diversi generi e specie molto importanti e molto conosciuti perché largamente utilizzati per la loro fragranza aromatica:
Cinnamonum camphora che fornisce legname da costruzione e da tutte le parti della pianta si ricava, per distillazione in acqua bollente, la Canfora comune o del Giappone iscritta alla Farmacopea Ufficiale Italiana come cardiotonico;
Cinnamomum cassia (Cannella della Cina) che fornisce la Cannella cinese dalla corteccia dei rami;
Cinnamomum zeylanicum che fornisce la Cannella regina; Persea gratissima (pero avocado) della quale si utilizzano i suoi pregiatissimi frutti dal sapore di pistacchio;
Sassafras officinale il cui legno contiene il safrolo, molto usato in profumeria.
Oggi si usa spesso per profumare gli ambiente e le sue foglie secche vengono messe negli armadi o nelle tasche degli abiti conservati al cambio di stagione per difesa contro le tarme.