Althaea officinalis
Althaea officinalis

Pianta perenne,erbacea, con radice carnosa formata da più fusi contorti bianchi dentro, giallastri fuori; fusti tomentosi, eretti e numerosi, semplici o poco ramificati alta fino 1,5 m.
Le foglie con breve picciolo con stipole, sono alterne, palminervie, hanno lamina ovale a lobi acuti e margine crenato tomentosa su entrambe le facce, sono intere o tri-pentalobate:il lobo centrale è maggiore.
I fiori 3-5 cm, portati da peduncoli ascellari o terminali. Calicetto a 5÷8 bratte saldate alla base, calice con 5 divisioni, corolla a perfoliazione contorta con 5 petali rosati, che si alternano con le divisioni del calice.
I frutti densamente pubescenti, sono formati da numerosi acheni disposti circolarmente uno vicino all’altro, 10-20 cocchi, reniformi.
Tipo corologico: Subcosmop. – In quasi tutte le zone del mondo, ma con lacune importanti: un continente, o una zona climatica(L’origine della pianta è l’Europa sud-orientale , ma è divenuta Subcosmopolita)
Antesi: Maggio÷Agosto
Distribuzione in Italia: Presente in quasi tutta la penisola, ad esclusione della Valle d’Aosta.
Habitat: Diffusa nei luoghi umidi, lungo le sponde dei fossi, anche in presenza di acqua salmastra
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Etimologia: il nome del genere deriva dal greco “althaín?” = “curare” e si riferisce alle proprietà medicinali di queste piante, anche il nome specifico sottoliena queste proprietà.
Proprietà ed utilizzi: Pianta commestibile officinale.
Erba dolciastra, mucillaginosa, ad azione emolliente, decongestionante, espettorante ed antisettica.
La mucillagine di questa pianta ha evidenziato forte attività ipoglicemica, quindi in soggetti in trattamento con insulina o ipoglicemizzanti orali può ridurre ulteriormente i livelli glicemici.
Dalla medicina tradizionale è stata usata per il trattamento delle infiammazioni del cavo orale e del cavo faringeo, del tratto digerente, del tratto urinario, in caso di ulcera peptica, ferite, ustioni, foruncoli, ascessi, infiammazioni dell’occhio, come linimento per mani screpolate, geloni e punture d’insetti.
La radice decorticata veniva tradizionalmente data ai bambini da masticare per favorire la dentizione.
Utilizzata in modeste quantità nelle bevande alcoliche ed analcoliche, in dolci, canditi, prodotti da forno, gelatine, gli estratti delle radici vengono impiegati nei dolciumi
Questa pianta è buona mellifera.
Curiosità: Le Malvaceae nell’antichità venivano impiegate spesso come cibo. L’Althea era considerata un cibo prelibato presso i romani, mentre veniva impiegata in tempi di carestia dai greci, turchi e siriani.
Le Proprietà curative dell’Althea officinalis L. erano già note nel IX secolo a.C., ad esse faceva ampio ricorso la medicina greca.
I principi attivi, concentrati nelle radici, che, in passato venivano polverizzate e impiegate nella preaprazione di caramelle morbide dette “pȃtè dȩ guimauve” e indicate nelle infiammazioni del cavo e in caso di tosse.
È citata in uno dei Capitolari di Carlo Magno e fu ampiamente coltivata per tutto il Medio Evo. In quei tempi se ne sfruttavano le qualità lenitive ed emollienti per curare piaghe tumefatte ed infette, era a questo scopo coltivata nei giardini dei monasteri.
Prospero Alpino (1553÷1616) medico-botanico, che trascorse un lungo periodo al Cairo e scrisse il “De medicina Aegyptiorum” (1591) e il “De plantis Aegypti” (1592) ci informa che anche gli egiziani usavano questa pianta a scopo alimentare.