Cipolla
Cipolla

La Cipolla contiene molta vitamina C, che svolge un’azione antinfluenzale, ha azioni antiemorragica, e tonificante per i vasi sanguigni.
Contiene principi antibiotici naturali, e sostanze diuretiche.
Assunta cruda stimola la secrezione dei succhi gastrici e biliari, favorendo, così, la digestione: inoltre contribuisce ad abbassare il livello di colesterolo nel sangue e a ridurre la pressione arteriosa.
Per prevenire la lacrimazione, tenetela immersa in acqua fredda almeno per un ora prima di affettarla insieme al coltello che utilizzerete.
La Cipolla
Allium cepa-Liliaceae
La cipolla è forse la pianta da orto più coltivata in Italia, sia per le sue qualità organolettiche, sia per l’alto contenuto di sali e vitamine in essa presenti.
Si presume che l’origine di questo ortaggio sia l’Asia occidentale.
Vi sono molte varietà di questa specie che possono assumere sia forme che colori diversi. Ad esempio, la cipolla d’inverno (Allium fistulosum), oltre a presentare una metodologia di riproduzione diversa rispetto alla cipolla tradizionale, cambia anche d’aspetto, non presentando il caratteristico ingrossamento del fusto.
Si tratta di una pianta erbacea biennale con un apparato radicale fascicolato che può raggiungere anche il metro e mezzo di altezza.
La cipolla è formata da molte squame ricche di sostanze di riserva. All’esterno è ricoperta da una membrana molto sottile. Le foglie sono affusolate e molto appuntite e di forma cilindrica. L’inflorescenza della cipolla è molto vistosa, di colore rosa o bianco. La forma del fiore è ad ombrello ed è suddivisa in 3 o 4 parti principali.
Le varietà di cipolla si differenziano tra di loro sia per l’utilizzo finale (consumo fresco, stoccaggio, produzione industriale per sottaceti), sia per l’aspetto esteriore.
Una delle differenze più importanti è l’epoca di raccolta (si distinguono infatti cipolle primaverili estive ed autunno invernali).
Le cipolle primaverili-estive sono generalmente bianche e vanno consumate fresche (dopo la raccolta).
Vengono seminate in estate, trapiantate in autunno e raccolte la primavera successiva.
In commercio esistono dei bulbi di cipolla che evitano il passaggio della semina e sono immediatamente pronte per il trapianto.
Le cipolle autunno invernali vanno seminate in terra nel periodo che va da i primi di febbraio alla fine di marzo, mentre se si semina sotto tunnel si può anticipare di un paio di mesi la semina. In quest’ultimo caso il ripicchettaggio avverrà all’inizio della primavera e la raccolta nei mesi estivi. Se invece la semina avviene più tardi la raccolta si protrarrà per tutto il periodo autunnale.
Per quanto riguarda le varietà da industria (sottaceti) si semineranno in primavera e si raccoglieranno in estate. Questi tipi di cipolla sono generalmente bianchi e hanno una pezzatura più piccola rispetto alle cipolle sopra citate.
Per un buon raccolto si devono considerare tre fattori fondamentali.
1) Il terreno deve essere molto leggero, per far sì che il bulbo si sviluppi in modo omogeneo e senza trovare resistenza dal terreno stesso nella fase di crescita.
2) Le temperature di coltivazione dovranno essere temperate. Questo ortaggio infatti soffre quando la temperatura raggiunge lo 0.
3) L’apporto di sostanza organica è fondamentale dato che la cipolla necessita di grandi quantità di potassio e di fosforo.
Per una buona preparazione del terreno si dovrà eseguire una vangatura profonda aggiungendo sostanza organica (va benissimo il letame ben maturo) in ragione di 25 30 kg ogni 10 metri quadri.
Con l’aiuto di un rastrello preparare un letto di semina ben livellato. Seminare a spaglio facendo attenzione a lasciare la semente abbastanza rada. Irrigare abbondantemente dopo la semina. Quando le piante hanno raggiunto 10- 12 cm procedere al diradamento (la distanza ottimale è 14 -16 cm sulla fila e 25-35 cm tra le file).
La raccolta si effettua in base al tipo di cipolla seminato. In linea di massima le cipolle estive vengono raccolte quando le foglie si ingialliscono. Una volta raccolte si dovranno mettere le cipolle a far seccare in un posto ben areato, evitando cosi l’insorgere di malattie e marciumi.
Le cipolle autunno invernali possono essere lasciate nel terreno anche per un periodo più lungo. Una volta raccolte dovranno essere stoccate in luoghi bui e ben ventilati.
Le malattie che più colpiscono le cipolle sono di tipo crittogamico, anche se vi sono degli insetti che posso provocare la perdita del raccolto. I parassiti che più frequentemente colpiscono la cipolla sono la tignola della cipolla e la mosca della cipolla, le cui larve scavano dei tunnel all’interno del bulbo provocando anche l’insorgere di marciumi. Contro questi parassiti è opportuno trattare preventivamente il terreno con dei disinfettanti.
Qualora peraltro l’attacco si manifesti quando la coltura è già in atto è consigliato l’uso di insetticidi sistemici con giorni di carenza molto corti.
Per quanto riguarda le malattie fungine è molto importante prevenire il verificarsi delle condizioni in cui il patogeno riesce ad intaccare le difese naturali della pianta. Molto importante in tal senso è la frequenza e l’ora delle irrigazioni. Il momento migliore per le annaffiature si ha nelle prime ore del giorno, quando la temperatura è bassa ed il terreno ha modo di asciugare prima che arrivi la notte.
I funghi che più colpiscono la cipolla sono la peronospera della cipolla, che si manifesta con la comparsa sulle foglie di macchie biancastre o verdastre e la muffa delle cipolle, in cui le punte delle foglie ingialliscono ed il bulbo si ricopre di una muffa bianchiccia. Contro queste malattie si può intervenire con dei prodotti a base di ziram e zolfo.
Le proprietà benefiche della Cipolla
Appartiene alla famiglia delle Liliacee, viene coltivata in ogni parte del mondo e rappresenta uno degli aromi più utilizzati nelle cucine di tutto il mondo.
La cipolla è un prodotto dell’orto molto antico, utile in cucina e ricca di proprietà terapeutiche. È una pianta erbacea che cresce ogni due anni, ma generalmente viene coltivata e in questo caso, produce i suoi bulbi annualmente. Il terreno sul quale cresce è generalmente un terreno fertile che non teme climi diversi, anche se “predilige” una temperatura piuttosto fredda. L’Emilia-Romagna, la Campania, la Sicilia e la Puglia sono tra le regioni più accreditate per la coltivazione di questo prodotto.
La parte che noi mangiamo è il “bulbo” centrale, che può essere consumato sia crudo che cotto.
Come riconoscere l’integrità di una cipolla e capire se è davvero fresca?
È importante osservarne la forma che dovrà essere compatta, piuttosto soda e senza ammaccature o “strane” macchie, tipo muffa.
La cipolla ha un gusto particolare che regala alle pietanze un sapore gradevole e spesso viene utilizzata come “base” per la preparazione di minestre, risotti, carni e gustosissimi sughi. Ma non solo: diversi sono i piatti che la contengono: i francesi ad esempio vanno matti per la zuppa di cipolle, nota in tutto il mondo, ma anche le cipolle ripiene, quelle crude in insalata e la frittata, hanno la loro notorietà. Sicuramente il suo è un sapore particolare, generalmente ben tollerato da tutti, che aggiunge alle pietanze, quel tocco di gusto in più.
Le molteplici varietà della specie
Le numerose varietà della specie si distinguono per la forma del bulbo, il colore delle “tuniche” e il sapore. Un’altra distinzione viene fatta a seconda dell’utilizzo e cioè se la cipolla viene consumata fresca o essiccata. Se si vuole consumarla fresca, il periodo migliore per la raccolta è la primavera, se invece si vuole “conservarla” per l’utilizzo di olii e sottaceti, il periodo migliore è la fine dell’estate. Diverse sono quindi le varietà ma occorre dire che la più “conosciuta” è la cipolla rossa di Tropea, seguita subito dopo da quella di Suasa, quella di Breme, la “ramata” di Monitoro e la Borrettana.
Generalmente però quella rossa possiede una maggiore quantità di sostanze aromatiche rispetto a quella bianca, anche se dal punto di vista nutrizionale, non si riscontrano particolari differenze. 100 gr. di cipolla fresca contiene 26 calorie, mentre sono 24 le calorie per 100gr. di cipolla essiccata.
Valore nutritivo e proprietà terapeutiche
La cipolla ha un consistente valore nutritivo, grazie alla presenza di sali minerali e vitamine, soprattutto la vitamina C, ma contiene anche molti fermenti che aiutano la digestione e stimolano il metabolismo; inoltre contiene anche oligoelementi quali zolfo, ferro, potassio, magnesio, fluoro, calcio, manganese e fosforo, diverse vitamine (A, complesso B, C, E); flavonoidi con azione diuretica dall’azione diuretica e la glucochinina, un ormone vegetale, che possiede una forte azione antidiabetica.
Ma questa pianta ha anche numerosissimi impieghi terapeutici: in dermatologia, può essere utilizzata come antibiotico, antibatterico, semplicemente applicando il succo sulla parte da disinfettare; è anche un ottimo espettorante, specialmente unito al miele e un decongestionante della faringe: i gargarismi con succo di cipolla sono particolarmente indicati in caso di tonsillite e il succo è anche molto utilizzato come diuretico e depurativo e infatti viene consigliato da chi soffre di trombosi perché, avendo un potere fluidificante, facilita la circolazione del sangue.
Un discorso a parte merita l’utilizzo della cipolla per tutti coloro che soffrono di “cattiva digestione”: in questo caso si consiglia di consumare la cipolla cotta che è sicuramente più tollerabile anche se ha minori proprietà nutritive rispetto a quella cruda che può essere assunta facilmente da coloro i quali non hanno particolari problemi di bruciori allo stomaco. Infine questi “benefici bulbi” fungono anche da ipoglicemizzanti, abbassando il livello di glucosio nel sangue e permettendo di ridurre le dosi di insulina a chi ne ha bisogno. Di questa pianta si conoscono anche le virtù benefiche in omeopatia: infatti è indicata in caso di raffreddore, per contrastare la fastidiosa secrezione nasale che lo accompagna, specialmente se sussiste anche il fenomeno della lacrimazione.
Consumo e conservazione delle cipolle
Le cipolle vanno conservate a temperatura ambiente (non in frigorifero), in un luogo possibilmente fresco e asciutto e si mantengono bene per circa 3 settimane circa fino a quando manterrà la sua compattezza, non cambierà colore e non presenterà germogli.
Non esistono particolari controindicazioni per quanto riguarda il consumo, l’unico spiacevole effetto che la cipolla può provocare, specialmente se mangiata cruda, oltre ai problemi legati all’acidità di stomaco, è uno sgradevole alito cattivo, ma si può rimediare a questo “inconveniente” masticando alcuni chiodi di garofano.
Nessun problema invece se vengono consumate cotte.
Utilizzo della cipolla in fitoterapia e cosmetologia
La cipolla, ricca di olii essenziali, sostanze ricche di zolfo, vitamine e sali minerali viene utilizzata frequentemente anche come rimedio fitoterapico, specialmente in caso di ascessi o geloni. Grazie alla presenza di olii essenziali, sostanze solforate che ne caratterizzano l’aroma, vitamina C e sali minerali, spesso viene utilizzata in forma di decotti facilmente realizzabili.
Basta togliere alle cipolle il rivestimento esterno, lavarle e affettarle con la loro buccia e successivamente bollirle in una pentola d’acqua per circa 15 minuti; fatto ciò si filtra tutto il composto e si applica sulla parte da trattare, tamponando con una garza.
Il decotto di cipolla è utile anche per la “bellezza”: infatti si è rivelato molto efficace per coloro i quali hanno pelli secche e rovinate e addirittura per rivitalizzare il bulbo pilifero dei capelli e ritardarne quindi la caduta.
Infuso di cipolla per diversi utilizzi
La cipolla costituisce l’ingrediente principale anche di particolari infusi, usati prevalentemente come medicinali.
Come preparare un buon infuso?
Basta tagliare a fettine 500 gr. di cipolla e lasciarla macerare per tre giorni in 1 litro di vino bianco secco.
La dose “raccomandata” consiste in un bicchierino lontano dai pasti per tre volte al giorno. Questa particolare bevanda, ricca di vitamina C e sali diuretici, è molto indicata per coloro che soffrono di affezioni alle vie urinarie e renali ma viene consigliata anche ai diabetici in quanto, come accennato, fortemente ipoglicemizzante