Pino (Pinus Linneo, 1753) è ilnome comune di un genere di alberi e arbusti sempreverdi della famiglia delle Pinaceae. Al genere appartengono 120 specie circa.
Morfologia
Gli aghi (ovvero le foglie del pino) sono riuniti in gruppi di 2, 3 o 5 (raramente 1, 4 o più aghi, a seconda della specie) che nelle piante adulte non sono inserite direttamente nel ramo (contrariamente agli abeti) ma su corti rametti detti brachiblasti. Sono delle specie sempreverdi. Durante lo sviluppo di una pianta di Pino si possono osservare 3 tipi di foglie:
– Giovanili: compaiono al primo anno, sono appiattite e disposte singolarmente a spirale sul ramo e hanno una vita di 2-3 anni
– Eufille: sono foglie squamiformi portate in modo spiralato lungo i macroblasti
– Microfilli: sono le foglie aghiformi definitive portate a fascetti su brachiblasti
Le specie del genere Pinus sono monoiche: i microsporofilli sono riuniti in coni maschili che portano da 2 a 20 sacche polliniche, i coni femminili portano macrosporofilli con squame copritrici sterili e squame ovulifere (fertili) ognuna con 2 ovuli. Dopo la fecondazione i coni femminili lignificano trasformandosi in pigne, portanti i semi.
In Italia sono presenti il pino silvestre, il cirmolo e il pino mugo nelle zone alpine; il pino domestico, pino d’Aleppo, pino marittimo nella zona mediterranea. Raro, ma presente, anche il pino di Lammari nella periferia lucchese.
Assieme agli abeti caratterizzano i boschi di alta montagna italiani.
Si possono identificare i diversi pini in base ad alcune caratteristiche facilmente individuabili:
mazzette di 2 aghi
pigne rotondeggianti, 10-15 cm, con semi non alati (pinoli), aghi di 10-15 cm: Pino domestico (in Italia specie spontanea in zone marittime)
pigne coniche, 5-10 cm, aghi di 6-10 cm: Pino d’Aleppo e aghi di 10-20 cm: Pino calabro (in Italia sono entrambe specie spontanee in zone marittime e di bassa quota)
pigne allungate, 12-20 cm, con semi alati, aghi 14-18 cm: Pino marittimo (in Italia specie spontanea in zone marittime)
pigne ovali di 4-6 cm, aghi 3-7 cm: Pino silvestre (in Italia specie spontanea in zone alpine)
pigne coniche 5-8 cm, aghi 12-15 cm: Pino nero e Pino nero calabro
pigne 5 cm con semi alati, aghi 4-6 cm: Pino uncinato
pino dalle dimensioni di un cespuglio, che cresce nelle alte quote: Pino mugo
mazzette di 3 aghi
aghi lunghi 10-14 cm: Pino di Monterey
aghi lunghi 20-30 cm: Pino delle Canarie
mazzette di 5 aghi
pigna di ca. 5-7 cm, con pinoli duri e commestibili: Pino cembro, presente come pianta spontanea nelle Alpi, in alta montagna
pigna di ca. 10-15 cm, aghi lunghi fino 8-10 cm: Pino strobo, in Italia presente come pianta ornamentale
pigna di ca. 20-30 cm, aghi lunghi fino 12-20 cm: Pino dell’Himalaya, in Italia presente come pianta ornamentale
Inoltre, gli unici pini dalle dimensioni di un cespuglio, che cresce nelle alte quote: Pino mugo e Pinus pumilio.
Tassonomia
Il genere Pinus comprende circa 120 specie, suddivise in 3 sottogeneri[1]:
sottogenere Pinus L. (73 specie)
sottogenere Ducampopinus (A. Cheval.) de Ferré ex Critchf. & Little (20 specie)
sottogenere Strobus Lemmon (23 specie)
Ogni sottogenere viene ulteriormente suddiviso in varie sezioni e sottosezioni.
Galleria
Pinus sylvestris
Pinus mugo
Pinus cembra
Pinus edulis
Pinus strobus
Note
Price, R.A., A. Liston and S.H. Strauss, Phylogeny and systematics of Pinus in ‘, Cambridge University Press, 1998. pp.49-68
Le proprietà del pino nero
I vantaggi dell’uso delle erbe medicinali sono preziosi per il nostro benessere ma ci sono alcuni rimedi che sono meno noti di altri e tra questi c’è il pino nero, che offre utili proprietà benefiche attraverso l’infusione di alcune sue parti, in particolare foglie, corteccia e resina.
È particolarmente indicato nel trattamento di fastidi all’apparato respiratorio perché ha capacità espettoranti, facilita la liberazione delle vie respiratorie, riduce la possibilità di infiammazioni. Ma risulta utile anche nel trattamento di dolori articolari, artriti e indolenzimenti. È però anche un potente diuretico che aiuta ad eliminare le tossine dall’apparato urinario.
Il pino mugo è una di quelle erbe non molto conosciute dalla massa, nel senso che gli addetti ai lavori, gli esperti e quanti si interessano di erboristeria lo conoscono di certo, ma nell’immaginario comune non è noto, non quanto la camomilla o l’echinacea, ad esempio.
In realtà invece sarebbe bene familiarizzare con il mugo, perchè è uno di quei rimedi naturali che aiutano a tenere lontane le infiammazioni delle vie aeree, con tutto il loro carico di disturbi che in genere ci tormentano d’inverno ma non mancano comunque di presentarsi anche l’estate, con i cambiamenti repentini di temperatura e gli sbalzi termici tra caldo e aria condizionata.
Il mugo è quindi un efficace antinfiammatorio che, in quanto tale, agisce non solo sulle vie respiratorie ma anche su problemi a carico di altre aree del corpo, come i reumatismi e i dolori muscolari.
In generale, inoltre, si ascrive al pino mugo la capacità di stimolare il sistema immunitario, aiutandolo a rinforzarsi e a prevenire i disturbi di cui sopra, rendendo più forte l’organismo ed evitando che si presentino.
La modalità di utilizzo consigliata per liberare le vie aeree è l’inalazione, che si rivela particolarmente utile quando il disturbo è presente e magari non si riesce a respirare bene. Dal mugo si estrae un olio essenziale che può essere appunto usato in tale contesto mettendono alcune gocce in un recipiente colmo di acqua calda e procedendo ai classici suffumigi. Per massimizzarne l’effetto è possibile anche aggiungere qualche goccia di camomilla, che svolge un’azione lenitiva a completamento di quella ‘liberatoria’ del mugo.
Ad ogni modo, con le inalazioni a base di mugo, da effettuare non meno di due volte al giorno se il disturbo è forte, non solo si riesce a sfiammare la parte, ma anche ad impedire la proliferazione dei batteri.
Nel caso invece in cui il problema sia un dolore muscolare, la soluzione migliore è il massaggio, grazie al quale l’essenza di mugo può penetrare in profondità nella pelle e aiutare così dall’interno a ridurre il fastidio. L’olio essenziale di mugo può essere utilizzato da solo o in combinazione con altri calmanti e addolcenti, come ad esempio l’olio di lavanda.
le proprietà del pino mugo
Pubblicato da Lucrezio.Bove in In Evidenza, Medicine Alternative.
Giovedì, 19 Agosto 2010.
Il pino mugo (o più semplicemente mugo) è un cespuglio aghiforme sempreverde, che fa parte delle cosiddette piante officinali spontanee. I suoi legnetti ancora verdi vengono utilizzati per ricavare il mugolio: una miscela diolii essenziali dalle note proprietà balsamiche, disinfettanti e disinfiammanti per l’apparato respiratorio. E’ utile quindi per curare i mal di gola invernali, ma anche quelli che colpiscono in estate, a causa dei repentini sbalzi termici a cui si è soggetti quando si passa dal caldo agli ambienti rinfrescati con l’aria condizionata.
Il pino appartiene alla famiglia della pinaceae, di cui fanno parte ben più di 100 specie. Una delle prime visibili peculiarità di questo bellissimo e spesso imponente albero è il concentrato di aghi, che poi non son altro che le foglie del pino, che lo rendono costantemente e ininterrottamente un “evergreen”, un sempreverde.
I pini sono alberi definiti eliofili, cioè amanti del sole, non è infatti un caso che stiano a rappresentare una tipica zona verde nei posti di mare o di montagna assolati, e al mare avere una pineta alla spalle della spiaggia è un vero toccasana contro l’afa estiva, permettendo un sicuro rifugio offerto dalla fresca ombra e una melodiosa atmosfera adatta per un momento di relax, infatti spesso le fronde dei pini ospitano numerose cicale, che nella stagione estiva si esibiscono al mondo intero con il loro canto corale.
In Italia è possibile trovare diversi tipi di pino: pino silvestre, pino mugo (molto apprezzato per le sue qualità terapeutiche), il pino domestico, il pino d’Aleppo (anche questo conosciuto già anticamente dall’uomo per le sue virtù) e, sui nostri litorali, il pino marittimo.
• pino silvestre: zone alpine, pigne ovali, aghi corti al massimo fino a 7 cm
• pino mugo: alte quote, dimensioni di un cespuglio
• pino domestico: zona marittima, pigne rotondeggianti contenenti i pinoli
• pino d’Aleppo: pigne coniche, aghi lunghi al massimo fino ai 10 cm
• pino marittimo: pigne allungate, aghi lunghi fino a quasi 20 cm
Tutti questi pini hanno una peculiarità che li accomuna, ovvero le mazzette di due aghi. Mentre se le mazzette sono di cinque aghi, allora potremmo parlare di altre tipologie di pino: pino cembro: montagna, pigna con pinoli commestibili
• pino strobo e pino dell’Himalaya: usati a fini ornamentali
Come in Italia, il pino è diffuso anche in Francia, Portogallo e Grecia, e anche in questi paesi, come da noi, cresce abbastanza velocemente, fino a raggiungere i 40 metri di altezza. Come abbiamo detto, per crescere ha bisogno di sole, ma anche di un terreno siliceo e sabbioso, non particolarmente ricco di humus. E’ un albero forte, pensate a quelli che spesso si vedono al mare, quasi totalmente piegati dal vento e nonostante tutto in piedi! L’unico grosso nemico del pino mediterraneo è il gelo.
Il pino è un albero che si presta facilmente per esperimenti botanici elementari, mi spiego meglio: se avete dei bambini o volete sperimentare la crescita di un albero a scuola, basterà prendere qualche seme direttamente dalle pigne, inserirlo in un contenitore con torba e sabbia, tenere il tutto in un luogo tiepido, e così la giovane pianta crescerà in fretta e dopo un paio di anni potrete piantarla in terra piena, cioè metterla a dimora.
Tra i parassiti nemici: acari, afidi e la processionaria (un bruco che in estate cammina in “processione” arrecando potenzialmente danno all’albero, ma anche all’uomo, poiché può scatenare delle reazioni allergiche.
Dal punto di vista botanico il tempo balsamico, per la raccolta delle parti che comunemente interessano per preparati fitoterapici, è a ottobre per le gemme e da febbraio a ottobre per l’oleo resina, ma quest’ultima si può ricavare solo dagli alberi con età superiore ai 30 anni.
Dal pino come anticipato si possono ricavare diverse sostanze a scopo curativo, proviamo a farne un sintetico esempio:
• linfa: espettorante e stomatica
• gemme : cistite, bronchite cronica
• olio resina, detta anche trementina di Bordeaux: isterismo, bronchite cronica, leucorrea, cistite
• gemme: cistite, bronchite cronica
• essenza di trementina: colica epatica
In qualsiasi caso e come ho già detto in altri articoli, è sempre bene farsi consigliare dal proprio medico curante e dal proprio erborista di fiducia, prima di eseguire delle cure fai da te.