Ricetta Risotto alla certosina
Ricetta Risotto alla certosina

Ricetta Risotto alla certosina. primi piatti cucina tradizionale lombarda
Ricetta Risotto alla certosina, primi piatti cucina tradizionale lombarda, cenni storici e materie prime utilizzate, l’evoluzione dell’arte culinaria e le ricette tramandate
Risotto alla Certosina
per 4 persone
Ingredienti:
- 320gr riso
- 400gr gamberi d’acqua dolce
- 300gr piselli
- 100gr funghi
- 6 rane
- 4 filetti di pesce persico
- 1 bicchiere vino bianco
- 80gr burro
- 2 pomodori
- 2 porri
- 1 carota
- 1 cipolla
- sedano foglie
- sale
- pepe
- olio evo
- qualche rametto prezzemolo per decorare
In una pentola adeguata versare un cucchiaio d’olio e 20 gr di burro.
Tritare i porri e metterli nella pentola assieme a qualche foglia di sedano ed alla carota a fettine.
Regolare di sale e dopo qualche minuto aggiungere le rane. Dopo 5 minuti aggiungere metà vino lasciandolo poi evaporare.
Pulire le rane separando le cosce e tenendole da parte e aggiungere 1litro e ½ d’acqua salata alla pentola.
Dopo aver lessato i gamberi in acqua salata, privarli del guscio ed unire la polpa alle rane.
I gusci andranno tritati, uniti al brodo di rane e cotti brevemente, al termine filtrare il brodo.
Cuocere il riso versandolo in una padella con 30gr di burro ed 1 cucchiaio d’olio, insaporendo prima mezza cipolla tritata.
Cuocere in 18 minuti aggiungendo un mestolo alla volta il brodo di rane tenuto caldo e attendendo che venga assorbito prima di aggiungere altro brodo.
In un altro tegame versare il rimanente burro, insaporito con un quarto di cipolla tritata.
Sistemarvi i filetti di pesce, sfumare con il restante vino e lasciar evaporare.
Aggiungere i pomodori pelati a filetti, i funghi a rondelle, la polpa dei gamberi, le cosce delle rane ed i piselli.
Coprire e cuocere per 10-15 minuti.
Disporre il risotto nei piatti individuali, al centro sistemare il pesce, poi le cosce di rana, qualche gambero ed i funghi. Bagnare con il sugo, decorare con qualche rametto di prezzemolo e
servire subito.
Nota
Preparato a suo tempo dagli abati della Certosa di Pavia che hanno lasciato la ricetta prontamente divulgata nelle famiglie e nei luoghi di ristoro pur con qualche modifica.
E’ un vero e proprio “piatto della festa”, un piatto ricco e profumato d’acqua di fiume, di bosco e di orto.