La Valeriana comune è una pianta a fiore appartenente alla famiglia delle Valerianacee. È la più nota del genere Valeriana
costituito da più di 150 specie, maggiormente divulgate nelle regioni boscose europee e, in parte, anche in Nord america e nelle regioni tropicali sud americane.
Il nome botanico si deduce dal latino valere (rigoroso, sano). Il nome popolare, erba dei gatti, proviene dal fatto che la pianta fresca esercita un’attrazione di tipo “stupefacente” sui gatti ed è forse questo il motivo per il quale, pur essendo decorativa, la si incontra raramente nei giardini.
Morfologia
Pianta erbacea e perenne, con breve rizoma stolonifero , fusto eretto e solcato in superficie da scanalature, radici fibrose emananti uno sgradevole e penetrante odore; in condizioni ottimali può raggiungere altezze superiori al metro.
La V.officinalis predilige gli ambienti freschi ed umidi e cresce ai margini dei boschi e nei prati ombrosi fino a 1400 metri.
Proprietà
Tutte le specie di valeriana contengono:
- Olii essenziali (esteri dell’acido valerianico, esteri dell’acido valerico, cariofillene, terpinolene, valerenolo, valerenale e composti diterpenici noti col nome di iridoidi);
- alcuni alcaloidi (valerina, actinidina, catinina e alfa-pirrilchetone);
- e dei flavonoidi (linarina, 6-metilapigenina ed hesperidina).
Si usa la radice della pianta che però ha un odore sgradevole. Possiede proprietà sedative e calmanti, favorendo il sonno.
Impiego fitoterapeutico
Estratto della monografia della Commissione E (1985) del Ministero federale tedesco della Sanità:
- Indicazioni: stati di agitazione, difficoltà di origine nervosa nell’addormentarsi
- Controindicazioni: non somministrare a bambini sotto i 6 anni o a donne in stato di gravidanza o allattamento.
- Effetti collaterali: con alte dosi può portare: mal di testa, nausea, vomito, vertigini, offuscamento della vista.
- Interazioni: nessuna nota
- Posologia: salvo diversa prescrizione:
Infuso: 2-3 gr per tazza da 1 a più volte al giorno
Tintura: 1/2 – 1 cucchiaino da 1 a più volte al giorno
Estratti: la dose corrispondente a 2-3 gr da 1 a più volte al giorno
Pillole: 3 capsule al giorno.
Forma d’impiego:
Uso interno come succo di pianta fresca, tintura, estratti e altre preparazioni galeniche
Uso esterno: come preparato da bagno
Proprietà: calmanti, facilitano il sonno
Il parere della medicina popolare non è esatto, in quanto si tratta proprio di un sedativo centrale e non di un ipnotico. Significa che non impedisce l’attenzione e altre funzioni di veglia. Può quindi essere usato anche
- durante il giorno senza rischio di addormentarsi,
- in caso di guida
- durante un esame.
Osservazioni:
- In dosi modeste (sotto le quantità indicate nella posologia), il rimedio può avere un effetto paradossale perché diventa un eccitante.
- Usato per facilitare il sonno non ha i classici effetti degli ipnotici e quindinon provoca pesantezza mentale al risveglio.
La valeriana officinalis
pianta sedativa, tranquillante, spasmolitica, ipotensiva, utile per ansia, angoscia, stress, fobie,
cefalea, spasmi gastrici, colite, agitazione, tachicardia, utile in menopausa, vampate, mal di testa,
disturbi mestruali, ipertensione
famiglia delle Valerianacee
pianta erbacea comune, tipica delle regioni fredde Europee, si trova anche in Asia boreale e occidentale, naturalizzata anche in America del Nord, può raggiungere il metro e mezzo di altezza. Ha un odore fortemente sgradevole. Il termine valeriana, deriva da “valere” avere forza, valore, dovuto alle virtù terapeutiche della pianta, considerata una “panacea”.
Parti usate: rizoma e radici
Contiene Olio essenziale , idrocarburi monoterpenici, a base di pinene, camfene, limonene, esteri del borneolo ( isovalerianato di bornile, acetato di bornile), velene, valerenale, velerinone, formiato di bornile, isobutirrato di geranile, eugenolo, acido acetico, formico e malico, valerianina, catinina, isovalerianato di bornile, acido valerianico, due acidi valeriotannici, alcool chesilico, micillagine, resine, contiene anche iridoidi i valeropotrati ( che comprendono i valtrati, valtrato isovalerossidrina, acevaltrato, valeroclorina) diidrovaltrati, omodivaltrato, faurinone, alcaloidi, numerosi enzimi e colina,acido clorogenetico, acido caffeico,Beta-sitosterolo, tannini, gomme e molti altri componenti.
Attività’
Sedativa, spasmolitica, ipnotica (senza dare dipendenza nè assuefazione)
aumenta l’attività del GABA, riduce l’ansia e la tensione
La valeriana abitualmente usata come sedativo, tranquillante e sonnifero, ha attività depressiva sul SNC. E’ utile come spasmolitica, ipnotica, nelle sindromi ansiose, come coadiuvante nelle convulsioni, nella insonnia, nell’affaticamento intellettuale, nello stress, nella cefalea, nella emicrania, negli spasmi gastrici, nei crampi addominali e nelle coliti, nelle patologie nervose. Di aiuto come ansiolitico, nelle sindromi nevrotiche, nella nevrosi fobica, isterica ed ossessiva, nelle angosce, negli stati di agitazione maniacale, nella insonnia, nei diturbi della menopausa, e nei disturbi mestruali, nella sindrome pre-mestruale, nella tachicardia, nelle palpitazioni, non provoca senso di intorpidimento al risveglio, è un sedativo del sistema nervoso centrale, migliora la qualità del sonno. Utile sotto controllo medico anche per l’epilessia, abbassa la pressione sanguigna, ha effetti anticonvulsivi .( sentire sempre il proprio medico curante, e non interrompere mai senza parere medico le terapie in corso)
Uso esterno
esternamente per trattare ulcere, varici, ferite e foruncoli.
Non usare,
è bene non somministrare la valeriana in chi soffre di disturbi epatici o renali, di ipotensione, o bradicardia, non usare in gravidanza ed in allattamento, alle dosi indicate è una pianta sicura.
Non associare la valeriana ad alcol, alle droghe sedative, ai rilassanti muscolari, agli antistaminici
Interazioni tra erbe e farmaci
Valeriana. Interazioni con farmaci.
(a cura di Alessandro Oteri e Francesco Salvo, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina)
Valeriana officinalis L. (Fam. Valerianaceae).
Pianta erbacea vigorosa e perenne, cresce spontanea nei luoghi umidi e ombrosi, dal mare alla montagna, in Europa centro-settentrionale e Asia del nord. E’ coltivata nei Paesi europei e in Giappone.
La valeriana fiorita emana un gradevole profumo etereo che risulta particolarmente attraente per i felini. Da questa caratteristica deriva il nome popolare “erba dei gatti”. Il termine scientifico Valeriana officianalis deriva invece dalle parole latine valere (godere di buona salute) ed officinalis (da impiegare nell’officina farmaceutica). Il suo utilizzo sembra risalire ai tempi dei Greci e dei Latini.
Questa pianta erbacea viene coltivata in numerosi Paesi per scopi medicinali.
La droga è costituita da radici in cui sono contenute numerose sostanze tra cui i valepotriati (0.5-1.2%). Tali componenti stanno alla base delle proprietà fitoterapiche della valeriana. Purtroppo sono composti instabili e si degradano facilmente se sottoposti a calore, umidità o ad un ambiente acido. Questa loro fragilità spiegherebbe l’incostanza degli effetti terapeutici della droga.
La valeriana, grazie alle sue proprietà calmanti, viene utilizzata comunemente come sedativo nei disturbi del sonnoe negli stati di agitazione.La droga e i suoi derivati sono dotati di scarsissima tossicità acuta.